Scienza delle Costruzioni

Esperienza comune a tutti i corsi di laurea, è considerato dai professori e da una certa categoria di studenti come un esame fon­damentale per la formazione del laureando. t invece un orrido mattonazzo secondo altri stu­denti, quelli che hanno una vita.

La materia insegnata varia a seconda del corso di laurea, così come l'insegnante. Ciò nonostante alcune peculiarità si manifestano trasversalmente in tutte le sezioni, da Elettro­nica a Gestionale:

> il professore ha 80 anni, un nome strano e ripete la stessa lezione, parola per parola, negli stessi giorni e alla stessa ora da 35 anni. Lieve controindicazione: gli ultimi ritrovati della scienza e della tecnica sono un tantino «trascurati» e il professore, nella lezione del 12 febbraio, auspica l'avvento di uno strumento di calcolo più veloce del pur sempre utilissimo regolo.

> non esiste alcun libro su cui studiare. Oppu­re ce ne sono 12, da cui prendere a spizzichi e bocconi. Oppure ce n'è uno solo, ma è in tedesco, scritto a mano con calligrafia inde­cifrabile.

> l'esame comincia con la frase «Le chiederò qualcosa di facile ... » e finisce con lo studen­te in   lacrime, giunto al livello più basso della sua autostima.

Contrariamente ad Analisi, Scienza delle costruzioni è un esame che si passa alla prima. La variabile, in questo caso, è il tempo neces­sario per prepararsi. Ed è una variabile molto variabile: si va da tre settimane (il figlio del ret­tore) ad alcuni anni.

In più è un esame letale per quelli successi­vi, perché in qualunque caso provoca reazioni scomposte dei professori e tre frasi tipiche:

> Per chi lo ha passato per un pelo: «Eh, ma lei mi ha preso solo 18 di Scienza, io non posso certo darle di più. Che figura ci faremmo?».

> Per chi lo ha passato alla grande: «Ma come? Lei mi prende 30 di Scienza delle Costruzio­ni e mi viene a dire che non conosce la teo­ria di Xrebohjhrtevic? Ma lo ha passato lei o un suo sosia?».

>Per chi non lo ha ancora sostenuto: «Ma come? Lei non mi ha ancora passato Scien­za e si presenta qui da me?».

L'ultimo caso è il peggiore, perché a questo punto al povero studente tocca pure sorbirsi un'ardita metafora, diversa a seconda della sezione:

> (Civile) «Lei vuole costruire il tetto prima di aver gettato le fondamenta?».

> (Meccanica) «Lei vuole progettare il tergicri­stallo prima di aver dimensionato il motore?».

> (Chimica) «Lei vuole fare reagire lo stagno con l'uranio e invece usa il plutonio?» (metafora che non c'entra assolutamente niente; del resto i chimici sono gente strana).