Proprio così noiosi?

Siamo tutti concordi nel ritenere la simpatia una delle caratteristiche fondamentali di una persona, insieme all’intelligenza e alla bellezza (e al suo conto in banca). 

Ma in un mondo dove, pronunciate con il giusto accento, le parole bello e furbo significa­no rispettivamente «pezzo di ciospo» e «bravo fesso», anche l’espressione «è simpatico» deve destare sospetto, se usata in due contesti particolari. 

 «Com’è quella ragazza?» ‑ «Mah... è simpa­tica». In questo caso si indica, senza possibilità di malintesi, che la suddetta ragazza è irrimediabilmente un rospo., 

«Ti presento un mio amico. E un ingegnere, però è simpatico». In quest’altro caso si intende implicitamente che la stragrande maggioranza degli ingegneri sono degli sfigati totali. 

E nell’immaginario collettivo, effettivamente, l’immagine dell’ingegnere non spicca per brillantezza. Egli è riconosciuto come un genialoide e ci si fida di lui ogni qual volta si prende un aereo, si sale su una funivia, si passa su un viadotto o dentro una galleria. Ma nella lista delle persone con cui si gradirebbe passare una serata, l'ingegnere viene poco prima del mostro di Milwaukee. 

Oltretutto è l'ingegnere stesso ad alimenta­re questa cattiva fama e a ritenere che la nomea di noiosissimo attribuita ai suoi colleghi (non a se stesso, si badi) sia del tutto meritata. Al punto che il metodo più rapido per far brec­cia nel suo cuore è dirgli «tu sei un ingegnere atipico>. 

Ma è tutto vero? Gli ingegneri sono real­mente dei noiosissimi fanatici di motori a pro­pulsione idrodinamica, o sotto la rude scorza di civili, elettrici, meccanici, nucleari e quant'al­tro si nascondono degli allegri simpaticoni ? E in che modo saper risolvere un'equazione diffe­renziale di quarto grado li aiuta nella vita di tutti i giorni?