
Fino
dal giugno 1919 il Consiglio Comunale aveva pensato di erigere un monumento ai
Caduti nella guerra 1915-18 e lo si voleva al cimitero.
Però la questione si trascinò stancamente fìno al 1925, quando nella
seduta dell'11 gennaio l'assessore Ceriani propose la costruzione di un
serbatoio per l'acqua potabile in forma di torre che portasse una campana da
suonare con mesti rintocchi a ricordo dei Caduti.
L'idea
piacque. Il costo dell'impresa era
calcolato in 10.000 lire. La posa
della prima pietra del monumento avvenne la domenica 16 maggio 1926. Un corteo, promosso dalla locale Associazione ex-Combattenti,
mosse dal Municipio; vi partecipavano anche le scolaresche e le autorità
comunali. Giunto alla chiesa
parrocchiale, il corteo accompagnò monsignor Balbiani, canonico del Duomo
di Milano, al largo S. Carlo, dove benedisse la bandiera dell'Associazione ex-Combattenti. Madrina della
bandiera fu la signora Angela Croce, la maestra, ormai in pensione, che aveva
insegnato nelle scuole elementari di Origgio per quarantacinque anni, ed
era stata la maestra di tutti i militari origgesi.

Venne
quindi benedetta la prima pietra del monumento ai Caduti e madrina fu la signora
Leopolda Borromeo, maritata Serassi.
L'Associazione
ex-Combattenti si è costituita in sezione autonoma, dipendendo prima da
Saronno, nel 1924 per l'interessamento del sergente Bianchi Luigi, mutilato di
guerra e medaglia d'argento, del maresciallo Mariani Carlo e di un gruppo di
reduci.
L'anno
successivo il monumento era pronto e nel pomeriggio della domenica 17 luglio
1927 don Castiglioni, sul piazzale della parrocchiale, benedisse la Campana dei
Caduti, del peso di 10 quintali, che era stata fusa dalla Ditta Mazzola.
Madrina fu la signora Luisa Magnaghi.
Il
Comitato pro monumento ai Caduti invitò la popolazione con questa circolare:
«
Cittadini,
Domenica
11 Settembre p. v. Origgio in una apoteosi di amore e di fede consacrerà alla
storia il nome dei suoi Gloriosi Caduti per la grandezza d'Italia inaugurando la
Torre Monumento che i cittadini tutti vollero per ricordare il sacrificio.
Questo Comitato si sente orgoglioso di aver potuto
condurre a termine non indegnamente l'opera che la popolazione tutta decretò
per unanime sentimento di pietà e riconoscenza alla memoria dei suoi eroici
scomparsi.
Sta disponendo onde il rito nella sua austera
semplicità lasci nell'animo di quanti vi parteciperanno un'impronta indelebile.
E mentre confida nel volonteroso concorso di tutti
affinché Origgio affermi nella solenne circostanza i suoi sentimenti di
Italianità, si pregia sottoporre il programma delle manifestazioni ».

La seconda domenica di settembre dello stesso anno venne inaugurato il
Monumento, e si celebra insieme il venticinquesimo di sacerdozio di don Angelo
Ferrario, da Origgio, che fu accompagnato all'altare dal venerando prevosto di
Nerviano don Tommaso Castiglioni, lo stesso che a suo tempo lo aveva
accompagnato alla Prima Messa. La
benedizione del nuovo Monumento ai Caduti fu impartita da un canonico del Duomo
di Milano, monsignor Confalonieri, e padrino
fu il conte Gerolamo Borromeo. Per
le vie del paese si snodò un lungo corteo, preceduto dalla banda musicale.
Nel pomeriggio la processione solenne non poté effettuarsi, causa un improvviso
rovescio di pioggia.
Per
pagare il Monumento ai Caduti, il Podestà di Origgio (ormai il Fascismo aveva
abolito i Consigli Comunali presieduti dal Sindaco e aveva messo il Podestà)
volle che la trebbiatura del frumento fosse gestita dal comune, per destinare il
ricavato della prestazione a coprire i debiti contratti per il Monumento stesso,
cosa che creò in paese un certo malumore.