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Tutto questo fervore doveva però diminuire con il passare degli anni.  Le opere eseguite erano risultate così funzionali che le generazioni sopravvenute, non avvertendo più i pericoli e ricordando sempre di meno i danni e i lutti subiti dai loro antenati tramandarono sempre più labilmente e confusamente i loro ricordi, fintanto che, le passate vicissitudini, caddero in completa dimenticanza, e si giunse a ritenere il corso dei tre torrenti un'opera della natura e non dell'uomo.

In questo stato d'animo il Consorzio dei Tre Torrenti (così venne poi denominato) sopravvisse ugualmente, sotto varie forme e malgrado tutti i rivolgimenti politici che hanno caratterizzato questo periodo, sino al 1963; anno in cui, sotto la spinta dei proprietari dei terreni, divenuti ormai numerosi e del tutto all'oscuro dei precedenti, decretarono il suo scioglimento.

La fine del consorzio determinò anche l'abbandono di tutta quella severa normativa statuaria e quella assidua vigilanza, affidata a guardie preposte (campari), che aveva permesso la conservazione dell'opera per due secoli esatti.

I tre torrenti, senza altri interventi anche di carattere pubblico, furono così abbandonati all'arbitrio degli uomini e degli elementi.

 


Scarichi nel Bozzente.

 

I loro corsi sono stati continuamente manomessi in funzione delle necessità dei singoli comuni, e sono stati ridotti fognature a cielo aperto dai loro scarichi urbani.  Le industrie insediatesi in tutto il territorio, hanno immesso nei torrenti i loro liquami, che con i loro sedimenti hanno impermealizzato i loro letti e stanno provocando un lento ma continuo innalzamento degli stessi.

Un sintomo di queste alterazioni è data dalla frequenza degli straripamenti periodici del Bozzente (18801917-1951-1976) non più trentennale come recita l'antico proverbio, e sicuro segnale di un equilibro alterato.

 


Zona di spandimento del Gradeluso alla "Visconta" (10).

 

Alcune parti delle zone di spandimento delle acque sono state destinate da qualche comune, dei tutto ignaro della destinazione storica di quel territorio, a zone industriali con i conseguenti ed immaginabile inconvenienti alle fabbriche durante i periodi piovosi.

La zona di spandimento di Origgio del Bozzente con tutte le sue complesse opere di diramazione e di arginature, ha da tempo cessato la sua funzione originale a causa del progressivo interramento delle sue diramazioni.  Le acque del torrente sono convogliate dall'antico scolmatore che, continuamente adattato, sottopassa attualmente l'autostrada al bivio di Lainate ed il canale Villoresi a Villanuova; si dirige verso la Barbaiana, Biringhello e attraverso l'abitato di Rho confluisce nel vicino fiume Olona.

 


Confluenza de1 vecchio ramo del Bozzente nell'Olona a Rho.

 

Nel pressi della Barbaiana, regolato da paratoie, è stato recentemente derivato un secondo tratto, che con andamento sotterraneo conduce parte delle acque di piena nell'Olona a monte di Rho.

Le zone di spandimento del Fontanile e del Gradeluso, impermeabilizzate dai sedimenti delle acque inquinate, sono diventate paludi maleodoranti e un grave pericolo alle falde acquifere sotterranee.

Gran parte delle rogge di diramazione costruite per permettere lo spandimento regolare e l'irrigazione di vaste zone boschive sono state manomesse ed alterate dalla vegetazione, e spargono nel boschi le acque con le immondizie che gli abitanti dei paesi a monte gettano nei corsi dei torrenti.

I tre torrenti così vigilati e tenuti in ordine dalle passate generazioni, sono da anni senza interventi organici, ma solo oggetto di interventi straordinari e frammentari senza un piano che prevede anche una regolamentazione e relativa vigilanza.

 


Zona di spandimento del Fontanile.

 

Tutti questi elementi distruttivi che stanno portando, come conseguenza nuovi pericoli al territorio, hanno spinto l'amministrazione provinciale di Varese a creare due nuovi consorzi operanti però limitatamente nell'area della provincia attraversata dai torrenti.  Il primo interessato al Bozzente e al Gradeluso, raggruppa i comuni di Locate, Carbonate, Mozzate, Cislago, Turate, Gerenzano, Uboldo Origgio; il secondo per il Fontanile con i comuni di Venegono, Tradate e Gorla, aventi lo scopo di risanare i torrenti con interventi previsti in due tempi diversi.

Con il primo intervento, che mira a eliminare qualsiasi immissione di scarichi urbani ed industriali nel torrenti, verrà realizzato un collettore parallelo ai loro corsi nel quale saranno convogliati tutti i liquami per essere successivamente trattati da un depuratore e restituiti al torrenti sotto forma di acque pulite.  Il secondo intervento in fase di progetto prevede il riordino idraulico dei torrenti in un'ottica più aderente alle nuove realtà.

 

 
 

 


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