D)Cosa facevate la sera?
R)Nei mesi autunnali ed invernali si andava a letto, anche per non sprecare
il petrolio della lucerna. Diverso
il discorso dell'estate, dove non c'era tempo, bisognava lavorare, ma ci si
aiutava quando si doveva mietere, o sfogliare il granoturco, lo facevamo tutti
assieme, una proprietà per volta, raramente si litigava.
Le occasioni di lite cantavano per ragioni campanilistiche da paese a
paese, c'era molta rivalità con Caronno ("Va no' a Caron sa ta ghe no'
bisogn", recita un vecchio adagio origgese), con Cantalupo e soprattutto
con Uboldo.
D)Cosa succedeva?
R)Spesso i gruppi di paesani si trovavano a Saronno per portare da mangiare
ai familiari che li' lavoravano. Si partiva a piedi dal paese con in mano la "gamèla",
una specie di piccola pentola di rame contenente il cibo (minestra o il solito
stufato di patate); al ritorno si incrociavano i "colleghi gamellisti"
di Uboldo e prima del bivio volavano regolarmente insulti ("Uricc, mangia
naricc, cagnett da Ubold, ecc). La cosa curiosa e' che gli stessi gruppi si erano già
incontrati all'andata amichevolmente; ad ogni ritorno invece c'erano insulti e
a volte pure zuffe alle quali partecipavano sia ragazzi che donne.

D)tornando allo stare insieme, par di capire che lo si faceva solo per
comodo...
R)No, non bisogna pensare che fosse solo per necessità: si tratta di un
discorso molto più ampio, che investe le abitudini di ogni giorno, le
tradizioni ed anche la religione: non dimentichiamo che la messa della
domenica era comunque anche un'occasione per vedere gente.
Per finire il discorso del sociale, la domenica ci si trovava spesso
dal Veneri, un'osteria che cucinava bene "la picula"...
D)cos'era la "picula?"
R)Era una porzione ridotta di busecca, o magari di "casoeura",
del giomo prima.
D)una busecca "mignon", insomma....
R)Si, non tutti se la potevano permettere, ma chi poteva andava spesso
presso questa grossa osteria, che era gestita dalla famiglia Campi; lì si
discuteva e ci si trovava anche fuori dai gruppi familiari o di cortile.
D)il dialetto di Origgio si differenzia molto dal milanese; e rispetto
agli altri paesi vicini?
R)L’origgese calca molto i toni sull u, assomiglia un po' in questo al
leventinese; termini come "ull bubuscia, (il vitellino,n.d.r) l'urbisoeu,
i sùqarùn" ed altri, sono un buon esempio di ciò; per questo si
differenzia anche di molto dai paesi vicini; andando verso nord, cioè a
Gerenzano (dove domina la zeta) Cislago, ecc. la differenza si acuisce. oggi
il dialetto è sempre meno parlato e credo che ciò non sia un fatto molto
positivo.