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D)La patata era un alimento costante ín queste zone...

R)ah, certo, da noi le patate venivano coltivate per bastare come minimo per un anno ... si usavano in qualsiasi occasione.  Al mattino si mangiava zuppa di pane giallo con la verza e la patata, a mezzogiorno come contorno insalata e la patata e alla sera magari si faceva lo stufato con solo patata e pomodoro, oppure il purè .

D)Oltre alle famose "Casoera" e "Buseca", che sono piatti tipici lombardi, c'era qualche altro piatto tipico di queste zone?

R)Mah, dovrei parlare di piatti "d'emergenza"; la casocra e la buseca, d'altra parte non tutti potevano permettersele.  Dei primi possiamo senz'altro citare la "pullt", un impasto di polenta avanzata da 1 o anche da 2 giorni, che si metteva in una pentola col latte, si faceva amalgamare e si aggiungevano fagioli e cipolle o altro che avevamo.  A Natale si mangiava il risotto, perchè il riso c'era solo per queste occasioni o per i matrimoni.  Ricordo nel '39 allo sposalizio di un mio parente, cucinammo il risotto col brodo ricavato da qualche gallina che uccidemmo e per secondo la carne della gallina con le patate.  Proseguendo con ì piatti dei giorni difficili ricordo “ull rispurche” (piatto conosciuto soprattutto dai cacciatori che frequentavano il bosco) bollito, che era il porcospino e che assaggiai durante il periodo di guerra; il difficile era togliergli le spine; qualcuno lo buttava nell'acqua ancor vivo per poterlo meglio pelare, ma era uno strazio per il povero riccio.  Poi le famiglie più povere, in tempo di guerra cucinavano anche il gatto, più o meno come si fa col coniglio; si doveva lasciarlo fuori al gelo, in una rete, sul tetto, per 2 o 3 notti, allora perdeva quasi tutto il sapore di selvatico.  L' ho mangiato 3 o 4 volte ed era abbastanza buono.

D)Lasciando perdere la cucina d'emergenza, c'erano, mi pare, dei dolci tipici origgesi.

R)Oh, sai che dolci: a Natale si faceva "la seca", con la farina di pan giald avanzata, si faceva una specie di pizzetta, mettendoci sopra delle spagnolette, fichi secchi, e qualche "bumbunitt" rosso o giallo.  Ne usciva una cosa molto dura, secca.  Una variante della "seca" era "la brùsela", molto più morbida, che poteva essere guarnita anche con cipolle.  Questi erano i nostri dolci, natalizi naturalmente.

D)pur non essendoci stata qui da noi una grande tradizione di vita sociale, mi risulta che ci si ritrovava insieme tra gruppi familiari

R)Un pò di unione c'era: in inverno, durante la giornata ci si ritrovava spesso nelle stalle, un pò per passatempo, un po' per evitare dì far andare la stufa in ogni singola casa.  Così succedeva che i componenti di 2 o 3 nuclei familiari (spesso più di 15 persone) si ritrovassero in stalla: le donne lavoravano a maglia, a volte dicevano il rosario, gli uomini impagliavano le sedie "brutte", quelle della stalla, oppure si ingegnavano a costruire qualche "cavagna", i "regiu "', cioè i capi famiglia discutevano del lavoro e di altro, il tutto condito dai periodici bisognini, solidi, liquidi e gassosi, che gli animali ci regalavano.

 

 

 


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