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    Parallelo alla S. Cappella della Madonna del Bosco vi è il campo del signor Lombardi Celeste, soprannominato Cella, diviso dalla vetusta Cappella, dalla strada che conduceva a S.Ilario Milanese.

    Era il giorno 15 settembre del 1934, festa dei Dolori della Beata Vergine Maria. Il figlio del Lombardi aveva condotto al campo il suo giumento e l'aveva caricato di erba grossa (melgazzini) per le bestie. Siccome sul carretto ci poteva stare ancora dell'erba, il giovane attendeva a falciarne, sicuro della pazienza del suo asino. Quando, a tutto freno, passa, sulla autostrada, un autocarro. Lo strano rumore dell'automezzo, e il suono ingrato della sua tromba spaventano il paziente asino, che si dà a precipitosa fuga, passando col carretto sotto il piccolo portico della venerata Cappella, provocando l'infranto di una colonna portico, la facciata della Cappella, coi due affreschi dei Profeti Isaia e Geremia, e parte del tetto della Cappella, con parte del muro in cornu Evangelii. Rimase intatto, miracolosamente, la parete su cui era l'affresco della Madonna Desolata.

  

  Il fatto addolorò tutta la buona popolazione di Origgio che trasse in folla a vedere e constatare coi propri occhi il disastro. Al contemplare le ruine della Santa Cappella si inumidivano gli occhi,e cadevano calde e furtive lagrime, mentre le labbra mormoravano fervose preghiere. A grande malincuore la folla lasciava la sinistrata Cappella, manifestandosi la propria impressione. Gli uni dicevano: questo è un segno di Dio... e gli altri, può essere un castigo... altri, è la Madonna che ci manda una prova... Tutti però ripetevano concordemente: la nostra Madonna del Bosco, che ci hanno lasciata i nostri avi.

    Frattanto il Clero incoraggiava il popolo alla calma, e a bene sperare nel patrocinio della Taumaturga Madonna. Il Parroco poi, don Ernesto Castiglioni, gratissimo alla Madonna, perché veniva ordinato Sacerdote al 28 maggio 1904, anno cinquantenario della proclamazione del Dogma dell' Immacolato Concepimento di Maria; al giorno 8 maggio 1924 venne nominato Parroco di Origgio; al giorno 8 settembre 1924 ha fatto il suo ingresso solenne come Parroco e prendeva possesso della Parrocchia di Origgio, allora unica nella Archidiocesi di Milano, dedicata all' Immacolata; il Parroco Don Ernesto Castiglioni a tutti ripeteva: " è caduta la Cappella della nostra Madonna, come voi e più di voi, io pure sonno addolorato, coi voi piango, e prego, e, come vostro Parroco, vi dico: consolatevi, perché alla nostra cara Madonna del Bosco, riedificheremo un Santuario. Io devo tutto alla Madonna!... ".

    Queste parole consolarono gli animi afflitti. Al dolore subentrò la gioia e quasi si eslamava: benedetto quell'asino che ci dà l'occasione di avere anche noi il Santuario della Madonna.

    La proposta-promessa del Parroco, diventa volontà del popolo, e quindi un fatto compiuto.

    Così da un male apparente ne risultò un bene ad onore della Madonna ed a vantaggio spirituale del paese.

    Quello che spiace è la scomparsa dei due affreschi dei profeti Isaia e Geremia che erano così parlanti. Isaia teneva in mano una pergamena colle parole: " Ecce Virgo concipiet, et pariet Filium, et vocabitur nomen ejus Emmanuel ", Ecco la Vergile concepirà e darà alla luce un Figlio, che sarà chiamato Emmanuele, cioè Iddio con noi.

    Geremia presentava la pergamena colle parole: " O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus ", O voi tutti che passate per la strada, fermatevi e considerate se vi ha dolore che possa essere paragonato al mio.

    Amore e dolore che si intrecciano mirabilmente in Maria e la costituiscono veramente Madre di Dio e Madre nostra.

 

 


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