Siamo
alla fine del XVI secolo e lo stato di fatto dei tre torrenti come appare
evidenziato dalla tavola N. 2 risulta il seguente:

il
FONTANILE:
da Tradate seguendo un corso
quasi uguale a quello attuale passava vicino alla Cascina Cipollina e si «consumava»
nei boschi di Gorla Minore. Fino
all'anno 1712 non si è trovata notizia di grandi variazioni di percorso o danni
provocati da questo torrente;
il
GRADELUSO:
sotto il nome di
Bozzentino (6-31-29) piegava il suo corso verso Carbonate-Mozzate, nel pressi
dell'attuale stazione ferroviaria di Locate, seguendo a nord la strada Varesina,
la attraversava all'altezza dei piantoni di Mozzate per poi piegare sotto S.
Martino, verso Cislago lungo l'attuale strada campestre detta Miserella.
Imboccava successivamente la strada per S. Maria e si disperdeva nel
boschi in prossimità della frazione Massina. (Questo suo corso è in parte
ancora esistente peraltro visibile in una fotografia aerea della zona ripresa
alcuni anni orsono);

Sulla
destra in primo piano è visibile la spalla del ponte del Gradeluso
il
BOZZENTE: (24-23-25-26-27-28)
dal ponte di S. Martino (l'attuale ponte che collega S, Martino con Mozzate),
piegava a sinistra lungo la strada Varesina, la seguiva per un tratto, entrava
in Cislago fra le due chiese, attraversava il paese, e passando per la Fagnana,
entrava in Gerenzano. Attraversato
il paese nella parte bassa, piegava il suo corso verso la Madonna del Soccorso
in direzione di Uboldo; circondava il paese con un largo semicerchio e voltava
poi verso i boschi di Origgio e
Lainate
nel quali si disperdeva.
Il corso antico dei Bozzente, del quale è stata fatta una
descrizione sintetica, serviva in quell'epoca in parte anche come sede della
strada Varesina nel tratto S. Martino-Gerenzano, che risultava in tale modo
percorribile solo nel periodi di secca dei torrente.
Con
tale situazione, la condizione dei vari paesi risultava veramente tragica:
Cislago,
era diviso in due parti dal
Bozzente e lambin peri 'feria dal Gradeluso; Gerenzano,
aveva la periferia intersecata tortuosamente dal Bozzente che riceveva nel
dintorni dei paese anche le rogge dei Piatti e della Mascazza;
Uboldo
e Origgio,
si trovavano
invece nelle vicinanze del Bozzente ma su una quota inferiore al suo corso.
Questo
stato di fatto portava continue e dannose inondazioni ad ogni violento temporale
e durante stagioni particolarmente piovose, che erano causa delle misere
condizioni economiche dei territorio.
Anche
la situazione politica non era delle più favorevoli. li Ducato di Milano, al
quale il territorio apparteneva, era occupato dagli Spagnoli i quali erano
impegnati più a trarre benefici che ad occuparsi dei problemi dei propri
sudditi. Siamo vicini al periodo Manzoniano dei « Promessi Sposi » e
la zona si trovava completamente immersa nell'atmosfera dei romanzo con tutte le
disavventure dell'epoca: carestie pestilenze e soprusi dei potenti. Le
popolazioni dei paesi interessati, totalmente inserite in una economia, agricola
di sopravvivenza, non avevano alcun peso. Le loro disavventure raramente giungevano in alto, e con le
loro condizioni economiche non erano certamente in grado di risolvere una
situazione così onerosa. I proprietari delle terre, toccati solo marginalmente
da queste calamità ingigantivano le difficoltà delle soluzioni prospettate per
evitare di esserne coinvolti economicamente.
In queste condizioni era chiaro, che la soluzione di un problema così
complesso era destinata a rimanere un angoscioso desiderio da chi ne subiva le
dannose conseguenze.

Corso
del Bozzente a Mozzate.