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Il fervore del nuovo parroco aumenta ed ecco i primi lavori per la sistemazione della chiesa e il cambio di data per le feste patronali, con i loro 'strascichi di consensi e dissetisi:

 « Nel Maggio 1891 muore a Galbiate l'ex Parroco di Origgio, Don Giuseppe Spreafico, da cui Chiesa e popolazione speravano bene.  Invece delusione completa.  Si abbandona il progetto di ingrandimento della Chiesa, e mediante erogazione del legato Borromeo Conte Carlo si passa alle opere di restaurazione, descritte dall'Ing.  Angelo Minoretti di Saronno ed approvate dalla Superiore Autorità.  Si sopprimono 4 Cappelle coi relativi Altari e balaustre ed al loro posto si collocano i confessionali, rifatti a nuovo, per le donne ed il guardaroba per gli stendardi.  Si aprono le due portine, quella sotto il pulpito e l'altra di fronte che mette al Campanile ed alla Sagrestia. 1 serramenti in legno dei finestroni in alto vengono levati e surrogati dagli attuali in ferro col comodo mezzo di poterli aprire e chiudere senza ascendere sul cornicione.  L'imbiancatura ed i lavori di ornato sono affidati ai fratelli Copuo de Rocchi di Saronno, sotto la direzione del sullodato Ing.  Minoretti.  Anche gli affreschi del Conconí ai lati dell'Altare vengono puliti assai bene dal pittore Davide Begbé.  Si fanno costruire dal falegname Ceriani Alfredo N. 40 panche nuove con predellino ed incastrino e si provvedono N. 200 sedie.  Si costruisce anche il ripostiglio a mezzodì della Chiesa stessa sullo spazio di terreno tra il Campanile e la Cappella di S. Víttore.

Causa i lavori di riparazione alla Chiesa le feste di Luglio (Corpus Domini e SS.  Reliquie) si trasferiscono alla seconda Domenica di Settembre.

Contemporaneamente ai lavori della Chiesa il Parroco fa atterrare le vecchie e cadenti stalle di S. Giorgio e le rifabbrica ex novo, aggiungendovi anche il portico.

Sui primi di Settembre nel popolo si solleva spontaneo, quasi ad insaputa del Clero, un movimento: facciamo le sandaline. Il movimento ottiene felice risultato; si raccolgono e si cotftegnano alla Fabbricería per tanto scopo ben 15 Moggia di segale, il cui ricavo è tosto impiegato a Saronno in provvista di cotone e stoffa di vario genere e colore.  Molte ragazze e donne mettono mano al lavoro; in 4 giorni sono pronte 150 sandaline che rendono tanto solenni le feste che si dovevano celebrare in Luglio.

In Ottobre il Municipio di Origgio per rivalersi di uno smacco subito nella nomina dei Fabbriceri, di cui esso avea fatto una terna tutta propria, fa pratiche presso la Prefettura di Milano per elevare da tre a cinque il numero dei Fabbríceri.  Colle proposte della Prefettura non concordano le ragioni ed osservazioni del Parroco e Fabbriceria, interrogati personalmente all'uopo dal Pretore di Saronno; tutta la pratica è trasmessa al Ministero il quale decide in favore del Parroco e Fabbriceria, dichiarando non essere il caso di elevare da tre a cinque il numero dei Fabbriceri ».

La prima domenica di luglio 1892 si avvisa la popolazione che le feste patronalí, solite a farsi la terza domenica di luglio, verranno d'ora in poi trasportate alla seconda domenica di settembre, e che quest'anno verrà ad Origgio per l'occasione l'ex-arcivescovo di Milano, ora patriarca titolare di Alessandria mons.  Paolo Ballerini.

Ecco le feste di settembre nella descrizione del parroco:

« Sulla fine di Agosto si dà principio ai preparativi per le feste della Cresima e vi si continua ogni dì con ammirevole slancio ed alacrità, talché i preparativi riescono non meno splendidi della festa d'entrata del Parroco nel Maggio 1889.  Le feste poi che durarono tre giorni: 11-12-13 settembre, rallegrate da un tempo sereno, da immenso concorso di forastieri, dal contegno della popolazione sempre tranquillo e dívoto, da funzioni in Chiesa quanto solenni altrettanto edificanti, lasciarono impressioni vivissime ed incancellabili (vedi lapide commemorativa).  Anche Monsignor Patriarca ne fu consolatissimo e ne fece aperta testimonianza e vive congratulazioni.  Le spese della festa si sostennero la maggior parte dalla Fabbriceria, il Parroco ebbe a solo e tutto suo carico il peso del pranzo nei singoli tre giorni, nei quali il numero dei commensali non era mai inferiore al 20.

L'Autorità Municipale, invitata dal Parroco al ricevimento di Monsignor Patriarca ed al Pranzo, brillò per la sua assenza; accontentassi di una breve visita di etichetta a Monsignor Patriarca nelle ore Vespertine; neppure cooperò in nessuna parte alle spese della festa.

In Novembre fu tenuta la Santa Missione, predicata per otto giorni dai Padri Oblati di Rho: Padre Nebuloni, Padre Rusca, Padre Ballabio ».

 

 

 

 


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