Al
termine di questo periodo, la situazione politica dei Ducato diventa complessa.
Nel 1700 scoppia la guerra di successione di Spagna che porta come
conseguenze nel 1706, l'occupazione di Milano da parte delle Truppe Imperiali
Austriache; tuttavia dovrà passare ancora un lungo intervallo prima che Maria
Teresa, salendo al trono Asburgico darà il suo nome al definitivo processo
rinascita dei Ducato di Milano.
Nel
1714 inizia l'epoca più infelice per le nostre comunità.
La
chiusa di S. Martino incomincia a rovinarsi. li Ducato di Milano, travagliato
dalle nuove vicissitudini politiche non tiene fede al suoi obblighi contrattuali
di manutenzione alla chiusa e rende in tal modo impossibili altri interventi da
parte della Casa Borromeo.
La chiusa intanto continua a deteriorarsi e contiene sempre più
pericolosamente le acque, finché, nell'anno 1718, investita da una paurosa
piena, si rovescia completamente ed il Bozzente irrompe con violenza nel suo
vecchio corso portando gravissimi danni alle terre di Cislago, Gerenzano,
Uboldo.
Questo avvenimento determina una nuova situazione. Mentre le acque del
Gradeluso ed una piccola parte di quelle del Bozzente continuano a confluire nel
Cavo Borromeo, nel vecchio corso del Bozzente, non più sbarrato dalla chiusa di
S. Martino, erano ritornate a scorrere la maggior parte delle sue acque dopo 115
anni di assenza.
Gli abitanti dei paesi situati sul vecchio corso, temendo il ripetersi
delle passate calamità, raccontate loro dagli anziani, e duramente danneggiati
da altre piene negli anni 1729 e 1738, danno subito inizio alla costruzione di
opere di difesa.
Cislago allarga l'alveo del Bozzente ed erige sulle due sponde dei tratto
che attraversa il paese, due enormi argini in muratura a difesa dell'abitato.

Resti della grande arginatura in Duratura eretta da Cislago nel 1738
a difesa dell'abitato.
Gerenzano
assalito dalle acque fino alle zone più alte, alza gli argini e costruisce un
grosso muraglione per proteggere la chiesa ed il cimitero che la circonda e
all'ingresso dei paese deriva un canale scolmatore, chiamato Cavo Fagnano (25)
per il contributo dato da questa famiglia, avente il compito di abbassare il
livello di piena nell'abitato.
Origgio
e Uboldo a loro volta, avendo sofferto inondazioni anche negli abitati, nel 1729
su progetto dell'ing. Raffagni,
scavano una lunga deviazione del Bozzente piegandolo verso la Malpaga (27) per
portare le sue acque nel vicino Cavo Borromeo ed allontanarle definitivamente
dai paesi.
Il
vecchio corso dei Bozzente diventa un lungo cantiere di opere individuali e
frammentarle che creano solo discordie e rivalità fra i paesi, poiché alla
fine risultava che le opere erette a difesa degli uni avrebbero danneggiato gli
altri.

Il
cavo "Raffagni" sulla statale Uboldo-Rescaldina - 1729 (27).