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Si è detto come l' associazione vegetale spontanea più frequente sia il querco-carpineto: i due tipi di quercia presenti sono la farnia (Quercus robur) e la rovere (Quercus petraea) che spesso si accompagnano al già citato carpino (Carpinus betulus), all' acero campestre, particolarmente numeroso e in passato coltivato in gradevolissime siepi al fianco delle stradine, e ad arbusti come il biancospino (Crataegus monogyna), il sanguinello (Cornus sanguinea), il nocciolo (Coryius avellana), dialettalmente detto "Niscioeu", la fusaggine (Euonymus europaeus) "Runcas", il sambuco (Sambucus nigra), "Sambuch" l'edera (Hedera helix), il salicone (Salix caprea) "Burin".

Talvolta le grosse querce vengono attaccate da cordoni lianosi di vitalba (Ciematis vitalba) "Vialba" in dialetto,  che ha il tronco che può raggiungere anche il diametro di un braccio e in qualche caso provocare la morte dell' albero.

Anche l' edera (Hedera helix) si arrampica sui tronco delle querce, raggiungendo a volte dimensioni di tronco ragguardevoli.

Si trovano pochissimi esemplari, ancorché vetusti, di Pino silvestre, "Pin Selvatich" anche se in passato, specie verso Uboldo, doveva essere ben più diffuso; la vecchiaia di questi esemplari e la loro linea slanciata e dritta (che si differenzia, poniamo, da quelli presenti presso impianti artificiali di epoca teresiana così diffusi nel Parco delle Groane) ci dicono che esso doveva trovarsi presente anche prima, in associazione al querco-carpineto nei terreni più poveri e di in numero "fisiologico". in quelle parti dei bosco dove la falda diventa superficiale abbonda l' ontano nero (Alnus giutinosa) "Dunisch", accompagnato dai pioppi nero "Pobia" (Populus nigra L), tremolo (P. tremula) e grigio (P. canescens), dall' olmo (Uimus campestris) "Ulmett', dal Frassino (Fraxinus excelsior), dal Pado (Prunus padus) "Scíresa amara", dal Salicone (Salix caprea) e a livello arbustivo dal Viburno (Viburnum opulus). 

La presenza di qualche esemplare di pioppo nero autoctono e' significativa: infatti questa pianta e' quasi sparita dai nostri boschi di pianura in quanto soppiantata dal diffondersi, per mezzo delle colture, del pioppo eurocanadese.

Anche ad Origgio il pioppo nero più diffuso e' l'eurocanadese ma l'autoctono e' ancora presente con individui assai alti e spettacolari.

Poi nella zona della stradina "Mezzanella" è presente una vasta colonia dì pioppo grigio, ibrido naturale tra il pioppo bianco e il tremolo, piuttosto raro anche più a nord.

Inoltre e' ancora rinvenibile qualche alto esemplare vivo di olmo campestre, "Ulmetf' (e' molto diffuso a livello arbustivo e spesso muore di grafiosi appena diventa alto) albero caro ai boschi e alle campagne che si sta estinguendo in tutta Europa flagellato dalla sopra citata grave malattia; nella zona verso Cantalupo, possiamo ammirare vetusti esemplari alti 25 metri circa, ancora sani;  questi, con altri maestosi presenti fino a 5 anni orsono, confermano le testimonianze che abbiamo raccolto che parlano di coltivazione della specie da secoli per il legname.

Dei Frassino vi sono pochi ma significativi alberi sempre ubicati in prossimità della "Mezzanella".

Non possiamo esimerci dal citare la preziosa presenza dei Ciliegio a grappoli o Pado (Prunus padus), "Sciresa amara" pianta assai importante per l'avifauna e l'ecosistema.

Essa sta diventando rara nei nostri boschi in quanto ha sofferto e soffre tuttora gli effetti nefasti della introduzione di un' esotica, il Prunus serotina.

La relativamente scarsa presenza dei Serotina a Origgio depone a favore della forza dell'ecosistema; in altri boschi (compresi quelli di alcune zone pregevolissime dei Parco Ticino e delle Groane) si sta diffondendo ed occupa sia lo strato arboreo che arbustivo, tanto che i  forestali autorizzano la sua eliminazione e perfino quella dei suo novellame.

 

 

 


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