Origgio, non bisogna
dimenticarlo, seguì la sorte dei Comuni limitrofi, e fu soggetto al Ducato di
Milano, alla Repubblica Cisalpina, al Regno Lombardo Veneto e al Regno
d’Italia, appartenendo al Mandamento di Saronno.

Crescendo sempre più la
popolazione, il Parroco Don Giuseppe Rossi costruì l’Oratorio Maschile,
fabbricò, su disegno del settecento, la Chiesa Parrocchiale a tre navate e
geniale facciata con pronao.
Il Comune di Origgio ebbe sempre
le sue Scuole elementari comunali. Nel 1904, specialmente pel contributo
pecuniario di Don Carlo Aliprandi, già coadiutore del paese, ebbe anche
l’Asilo S. Carlo pei bambini. Ma la prima sede era troppo ristretta, epperò
venne trasferita in un ambiente vasto e signorile, la villa dello stesso Don
Aliprandi acquistata dal Comitato pro Asilo. Di ciò se ne deve il merito
al Parroco Don Ernesto Castiglioni.
Origgio aveva tutto quello che
hanno i Comuni Rurali, non mancava di nulla. Col Sindaco, la Giunta ed il
Consiglio, aveva anche il Medico, l’Ostetrica, il Segretario Comunale, gli
Insegnanti.
Viveva senza debiti e curava
bene i suoi interessi.

Nel gennaio 1929 veniva
pubblicamente annunciata l’aggregazione degli ex Comuni di Origgio, di Uboldo,
di Gerenzano al Comune di Saronno, il quale veniva dichiarato Città della
Provincia di Varese.
Origgio era un Comune
eminentemente agricolo. Cresciuta la popolazione, molti abitanti erano costretti
a portarsi altrove, in cerca di lavoro.