Durante la visita pastorale del 1761, nella chiesa
parrocchiale l'arcivescovo di Milano Pozzobonelli trovò un bell'altar maggiore,
che era stato iniziato verso il 1740, con un artistico tabernacolo fatto di
marmi pregíati (ex praetiosiori marmore);
trovò un tempietto sorretto da sei colonne e due pilastrini, che terminava
a piramide, e sul vertice una statuetta di Cristo risorto; nel tempíetto c'era
un'altra statuetta - dell'Immacolata - che schiaccia sotto il piede il serpente;
ai suoi lati, degli angioletti recanti nelle mani diversi emblemi dei misteri di
Maria. All'estremità del secondo
gradino, sopra la mensa eucaristica, dove di solito si pongono candelieri e
reliquiari, due statue di angeli in adorazione del tabernacolo ".

Nella parrocchiale l'arcivescovo non trovò altro
di nuovo. All'esterno, sulla
facciata - in alto sul timpano - stavano sì tre piedestalli, di cui quello di
mezzo avrebbe dovuto portare una bella statua dell'Immacolata, ma in realtà non
si era fatto ancora nulla; non era stata neppure dipinta sulla facciata
l'immagine della Madonna, come era stato ordinato nella Visita del 1740 e come
prescrivevano anche i decreti sinodali.
Il campanile era quadrato e terminava a cuspide
piramidale; sulla punta una croce di ferro eleganter
confecta; nella torre campanaria tre campane.
La cuspide era ricoperta da lastre di piombo".
Nella sagrestia gli armadi erano di noce, ben
lavorati, ex tabulis nuceis
eleganti artificio elaboratis. Uno
di questi armadi portava lo stemma di Casa Borromeo, ed era stato fatto fare dal
conte Francesco Borromeo, lo stesso che abbiamo visto fare gli onori al
cardinale Pozzobonelli in occasione della sua venuta ad Origgio.
Era il penultimo degli otto figli di Giovanni Benedetto e Clelia dei
duchi Grillo di Genova; era nato il l' aprile 1713, e morirà il 15 ottobre 1775
di apoplessia.
Nel detto armadio si conservava la suppellettile
per la cappella di S. Carlo, esistente nella chiesa parrocchiale, cappella che
era di patronato privato.
Per il resto la parrocchia non presentava altre
novità. L'antica chiesa di S.
Giorgio invece era ormai cadente e l'arcivescovo suggeriva, pur senza imporre,
di abbatterla. In questo caso però
sarebbe stato necessario ampliare di una campata la chiesa di S. Maria
Immacolata. S. Giorgio, come
vedremo in seguito, non venne distrutta.
Il
cardinale Pozzobonelli fu molto soddisfatto della vita spirituale di Origgio,
trovò il popolo ben istruito nella dottrina cristiana (cum
populus baec - le verità della fede -
apprime calleret); infatti l'insegnamento veniva distribuito per classi: gli
uomini avevano le loro a S.Giorgio e la dottrina spiegata dal pulpito dal
coadiutore; le donne invece nella parrocchiale, sotto la guida del parroco.