Un’altra Visita Pastorale si tenne ad Origgio
l’11 ottobre 1621.
La relazione della Visita ci dice che fu visitata la chiesa di S.Maria,
detta antichissima (perantiqua): questa chiesa misurava in lunghezza 33
cubiti e 20 in larghezza; era alta 18,5 cubiti. Era dunque più vasta della parrocchiale di S. Giorgio.
Aveva una sola navata e un solo altare: sull'altare quattro candelieri
d'ottone e due angeli pure di ottone. Come
pala d'altare, un quadro dalla cornice d'oro raffigurante la fuga in Egitto.
Sulla parete sinistra della cappella dell’altar maggiore era dipinta la
Vergine col Bambino e il piccolo S. Giovanni Battista.
Un campaniletto quadrato era sul lato destro della
chiesa, con due campane le cui corde venivano fornite dal parroco ".
Alla chiesa di S. Maria era annesso il legato
lasciato dal parroco don Andrea Bonsignori, di cui abbiamo già parlato in
quanto tale legato non veniva adempiuto. Alla
chiesa di S. Maria si veniva spesso in processione, e precisamente: la quarta
domenica di gennaio, per la commemorazione dei santi Defendente e Cristoforo, e
si cantavano le litanie; la quarta domenica di febbraio, per la commemorazione
di S.Agata e di S. Ambrogio; la quarta domenica di maggio per la commemorazione
dei santi Vittore, Maiolo, Siro e Bernardino; la quarta domenica di giugno per
la commemorazione dei santi Erasmo, Vito, Modesto e Crescenzia.
La quarta domenica di agosto si commemorava la Trasfigurazione, S. Sisto
e la decollazione di S. Giovanni Battista; la quarta di novembre si commemorava
S. Caterina, e la quarta di dicembre S. Giacomo (di cui il 29 dicembre si
celebrava la festa dell'Ordinazione) e S. Eugenio.
Una processione si teneva anche il martedì dopo
la Pentecoste (secondo le leggi canonícbe di allora erano giorni festivi di
precetto, oltre la Pentecoste, il lunedì e il martedì successivi) al Santuario
della Madonna di Saronno.
Dato che siamo in tema di processioni, dobbiamo
ricordare che ogni terza domenica del mese si teneva la processione del
Santissimo Sacramento; le processioni del lunedì dopo Pentecoste si tenevano
per tutto il territorio della parrocchia.

Inoltre ad Origgio si osservavano anche queste
feste particolari, considerate di precetto: i giorni 3, 4 e 5 di gennaio in
onore dei santi Tre Re Magi; il 22 gennaio in onore di S. Vincenzo; il 20 agosto
in onore di S. Bernardo da Chiaravalle; il 18 settembre in onore di S.Eustorgio;
il lunedì dopo la domenica in Albis.
Nella seconda metà del Seicento si sentì il bisogno di rifare, o meglio di
ampliare, la chiesa di S. Maria, che era stata costruita un secolo prima, forse
con troppa povertà di mezzi. Ora ad invitare al rifacimento e ad un ampliamento era il
conte Antonio Renato Borromeo, figlio di un nipote del cardinal Federico, cioè
di Giulio Cesare e della marchesa e duchessa Giovanna Cesis. Antonio Renato era conte di Arona, marchese di Angera, duca
di Cerro e Maestro di Campo; nel 1663 sposò Elena Visconti, figlia di Tebaldo
marchese di Cislago.
Antonio Renato Borromeo desiderava costruire una
cappella nella chiesa di S. Maria ed aveva inoltrato allo scopo una domanda alla
Curia Arcivescovile di Milano, unendo anche un disegno.
La Curia incaricò il prevosto di Rho di fare un sopraluogo; questi adempì
l'incarico e diede voto favorevole, quindi la Curia emanò il sospirato
permesso.