Una
così terribile calamità spinse di nuovo le Comunità e le Autorità a cercare
scampo a questi mali. Si tennero
congressi, si inviarono ingegneri, si formarono commissioni e si sentirono tante
idee senza arrivare, però ad una conclusione valida.
A
questo punto intervenne con la sua autorità.
S.A.S. il Sig. DUCA DI
MODENA Amministratore del Governo e Capitano Generale della Lombardia Austriaca,
il quale nel 1758 assunse personalmente la responsabilità del riordino dei tre
torrenti. Nominò una giunta
presieduta da S.E. il Sig. Marchese
Corrado la quale, con speciale decreto nominò tre valentissimi ingegneri nelle
persone dei Sig. GIANCARLO BESANA
ingegnere del Ducato, dei Sig. BERNARDO
MARIA DE ROBECCO ingegnere camerale e del matematico ANTONIO LECCHI della
Compagnia di Gesù. A questi
tecnici fu ordinato di sottoporre al Governo nel più breve tempo possibile, un
piano razionale per la sistemazione definitiva dei tre torrenti.
Fu anche decretato che alle spese necessarie per la realizzazione
dell'opera dovessero contribuire tutte le provincie del Ducato in quanto si
ritenne che una provincia così provata nel passato non dovesse da sola
affrontare oneri così pesanti.
Il
progetto che questi tecnici riuscirono ad elaborare nel giro di pochi mesi,
visibile in parte nel disegno originale allegato, si dimostrò un vero piano
organico, completo di tutti i particolari.
Comprendeva il rilievo planimetrico del territorio e di tutte le sue
caratteristiche idrauliche; riportava i calcoli delle portate di piena dei
singoli torrenti e le loro cause; e illustrava con tutti i particolari le opere
di eseguirsi.
Il
presupposto su cui si basava il piano, era la separazione dei tre torrenti dal
Bozzente di Cislago con tre corsi ben distinti da eseguirsi in linea retta fino
al termine delle zone abitate, e la dispersione delle loro acque in tre zone
distanti e senza pendenze fra di loro. Il
loro corso doveva avere la massima sezione e pendenza in questo primo tratto e
diminuire progressivamente dopo le prime derivazioni delle rispettive rogge
maestre, per terminare con le successive diramazioni nelle zone di spandimento.
La
pendenza e la forma della sezione dei corsi veniva calcolata in modo che la
velocità delle acque risultasse sempre costante anche con il variare delle
portate, onde evitare i depositi di sabbie nei loro letti.
A
questo proposito si consigliava il divieto di zappare il brugo nelle valli dei
bacini di alimentazione e si suggeriva un intenso rimboschimento delle stesse al
fine di trattenere il più possibile le acque piovane, e si vincolavano a
destinazione boschiva vietando ogni attività agricola onde evitare con il
dilavamento delle piogge, l'asportazione del terriccio dai coltivati.