L'assetto
finale dei tre torrenti, dopo alcune varianti, veniva previsto come nella Tavola
n. 1 e precisamente

FONTANILE
DI TRADATE
Si
doveva utilizzare lo stesso corso rettificandone la direzione e restringendolo
in più punti per aumentarne la velocità delle acque ed evitare i depositi di
sabbia; sulla sponda sinistra furono previste arginature verso la strada
Mezzanella e altre zone inclinate.
Il suo corso giunto così nei boschi di Gorla e Rescalda si doveva
dividere in molti piccoli rami con la funzione di disperdere le acque su una
vasta superficie di boschi.
Questa
zona boschiva (boschi Ramascioni e Mirabello) doveva essere anche in parte
circondata da una lunga serie di arginature per impedire che le sue acque di
piena si unissero a quelle della zona di spandimento del Gradeluso.
GRADELUSO
DI LOCATE
Per
questo torrente che da secoli si dirigeva su Cislago, il piano prevedeva un
corso completamente nuovo che doveva essere scavato fino alla zona di
spandimento. Questo
corso partendo dall'attuale stazione ferroviaria di Locate proseguiva diritto e
variamente arginato fino al boschi a Nord della Cascina Visconta nel quali si
doveva disperdere con varie diramazioni. (6-8-9-10)
L'ultimo
tratto del suo corso (9-10), con inizio nei boschi di Carbonate e fino alla zona
di spandimento della Visconta, doveva essere scavato con una sola arginatura
sulla parte sinistra a protezione delle campagne, mentre la contrapposta sponda
destra doveva essere priva di argine, affinché facesse le veci di un continuo e
regolare scaricatore dei due terzi della portata delle acque di piena.

Ultimo
esemplare dei ponti costruiti sui tre torrenti all'epoca del "piano"
- 1760 - e ancora in esercizio
(Locate Varesino 8).
BOZZENTE DI MOZZATE
Con
un nuovo corso rettilineo, che iniziava dal Ponte sulla strada statale Varesina
a S. Martino (24) doveva imboccare il Cavo Borromeo eseguito nel 1604, al ponte
della strada Cislago-Prospiano (14). Questo
nuovo tracciato poneva termine al grave errore commesso in quella data in
occasione della prima deviazione del Bozzente.
Come si ricorderà, il vecchio corso fu sbarrato dalla famosa chiusa che
in seguito procurò tutti i mali che abbiamo raccontato.
Questo nuovo tratto iniziale era previsto con una forte pendenza per
evitare il depositarsi di sabbia durante i periodi di piena. i materiali
risultanti degli scavi dovevano essere usati per creare un argine continuo su
tutta la parte sinistra dei corso (detto « terrone ») con il compito di
evitare tracimature verso i terreni più bassi di Cislago. Al ponte della strada Cislago-Prospiano, dove il nuovo corso
doveva immettersi nel Cavo Borromeo, avveniva la prima derivazione per mezzo di
un canale (chiamato ora impropriamente Bozzentino) che con il nome di Roggia
Maestra aveva la funzione di prelevare dal Bozzente un terzo delle acque di
piena per disperderle nei boschi di Gerenzano.
In quel punto (14) fu previsto, a questo scopo, uno sfioratore (briglia)
con relativo divisore a cuneo per facilitare la derivazione delle acque dal
corso principale. A valle dello
sfioratore era progettato il riordino del vecchio Cavo Borromeo che dopo tre
nuove diramazioni nel boschi di Uboldo entrava nella zona di spandimento di
Origgio nella quale doveva disperdere l'ultimo terzo delle acque di piena
attraverso le numerose diramazioni costruite nel lontano 1604 all'epoca del
"Contratto Borromeo". Questa
vasta zona boschiva doveva essere circondata da una arginatura di contenimento e
al suo termine con tre bocche sfioratrici rovesciare le eventuali acque residue
sulle strade per Villanuova Barbaiana Biringhello, per finire poi nell'Olona
dopo aver attraversato l'abitato di Rho.