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I Casinott
Nelle campagne c’erano poi questi Casinott che erano per tutti gli usi
per tenere attrezzi agricoli per tenere tutti i cuccioli pollami in genere
oche anatre pulcini e tacchini e anche qualche animale addetto a certi lavori
agricoli perché nelle zone un po’ lontane accorreva avere a disposizione un
ripostiglio di tutte le cose per non continuare andare avanti e indietro tra
casa e campagna per certi bisogni o dimenticanza di qualcosa che occorreva
subito i mezzi di trasporto erano solo le gambe e capirete andare a piedi si
portavano al campo i cuccioli di pollame
e così intanto che si zappava i polli mangiavano tutti quegli insetti
che trovavano sul terreno e intanto tornavano nei Casinott per bere e
riposarsi per poi riprendere subito a girare nel terreno in cerca di nuovo
cibo e così fino al ritorno a casa, i Casinott poi servivano anche in caso di
improvviso temporale per potersi riparare momentaneamente perché finito il
temporale potevi metterli ancora a lavorare ora invece è sparito tutto con lo
sviluppo dei trattori agricoli non ci sono più gente in campagna con la zappa
in mano ma solo qualche trattore in una vasta zona che non te ne accorgi
nemmeno e i Casinott sono spariti tutti adesso sarebbero un rifugio per i
drogati che strazio.
I Strasce
I
straccivendoli così si chiamano a quei tempi i strasce giravano tutto il
paese e tutti i cortili arrivavano da Caronno da Lainate e da altri paesi
vicini e ritiravano non solo stracci ma anche ossa di bestie e di tutte le
spece animali e anche pezzi di ferro di rottame vecchio così che certe cose
ingombranti sparivano dalla circolazione e in cambio ti davano aghi cucivini
fettuccia detta Bindel e candegina e così le donne erano sempre ricambiate
con quella merce che a loro faceva di bisogno. I Stasce al Lunedì mattina
erano puntuali come un orologio perché alla Domenica si coceva la carne ma di
carne poca e tante ossa come gambe testa tutta roba da spendere poco ma con
tanto scarto di ossa perché bisognava spendere poco perché di soldi a quei
tempi ce ne erano pochissimi.
Io abitavo in Fabbrica fino a 10 anni e mi ricordo di uno Straccivendolo di
Caronno che veniva con una tromba e suonava come se fosse un trombettiere dei
trenini di periferia e dopo aver suonato per far sapere del suo arrivo e
siccome lui arrivava da Caronno si metteva a cantare o don de riva ul matt da
Caron e poi cantava una canzoncina che me la ricordo ancora. Vorrei baciar
l’inetta ma che mi disse no ma sotto alla scaletta si sì la bacerò, e così
le donne ridevano e i suoi affari andavano bene.
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