4 maggio
2002:straripamento del Bozzente a Uboldo e Origgio

Le
fortissime precipitazioni dei giorni precedenti e seguenti, nonchè altri motivi
che elencheremo in seguito, hanno portato alla rottura dell'argine sinistro del
Bozzente, poco prima del bosco di Origgio, in comune di Uboldo (in una zona dove
tra breve dovrà essere edificato un.a grande canile) e ad un'altra falla,
vicinissima alla precedente (e prontamente chiusa) sull'argine opposto. Dalla
prima falla (vedere foto), la più grave, è uscita una grande quantità
d'acqua, che, velocissima, ha invaso seminativi (il raccolto delle patate è
praticamente perduto) e bosco per non meno di 20 ettari, nelle giornate del 4, 5
e 6 maggio scorso. Sono intevenuti i vigili del fuoco e la protezione civile
soprattutto a difesa di un'abitazione ma anche per non compromettere la
percorribilità delle vicine strade. Seguendo la pendenza naturale, essa è
defluita verso Lainate, arrecando lievi danni ad altri seminativi e costruzioni
vicine. I danni sono stati contenuti perchè sia il bosco grande che quelli
piccoli adiacenti hanno comunque assorbito la maggior parte delle acque, e
questo sottolinea ancor di più la sua importanza idrogeologica e naturale a
protezione delle vicine infrastrutture (autostrade, fattorie, ecc).
Quello che è
accaduto deve far riflettere: i territori in questione sono vocati da millenni a
ricevere le acque del torrente (che in passato ivi spandeva) e devono
intendersi, come giustamente hanno fatto in passato osservare i funzionari
del Genio Civile, alla stregua di aree golenali. Di conseguenza
dovrebbero essere evitate costruzioni ed insediamenti di qualsiasi tipo,
anche laddove (oltre 150 metri dal greto) la legge Galasso lo permetterebbe,
infatti l'invasione delle acque è arrivata ad oltre 400 metri dal torrente.
Naturalmente la stessa acqua ha messo in pericolo due costruzioni, una in
territorio di Uboldo e l’altra a Origgio, in passato edificate in spregio alle
più elementari norme di salvaguardia idrogeologica
Quello che è
successo è dovuto sia per i motivi sopra accennati che per altri così
riassumibili:
-
Aumento del
"livello di magra" del torrente; tale livello, in pratica zero
fino agli anni '60 (si riempiva solo in occasione di piogge o temporali) è
ora di circa 1/7 della grandezza dell'alveo in quanto il torrente riceve
acque di scarico industriali e civili (impianti di depurazione dei vari
paesi a monte). Ecco quindi che non partendo più da "livello
zero", quando succedono piogge prolungate l'esondazione è assai più
probabile.
-
Conseguente
aumento della velocità di deflusso dell'acqua e quindi dell'erosione degli
argini.
-
Aumento
della superficie cementificata dei paesi a monte, che provoca maggior
deflusso, venendo a mancare l'assorbimento garantito da maggiori superfici a
bosco o a seminativo.
-
Maggior
tendenza metereologica a fenomeni "estremi" (forti piogge
prolungate in alcuni periodi, assenza di precipitazioni in altri).

Ma
queste motivazioni non nascondono, anzi accentuano, la "vocazione" e
l'importanza di questo bosco: fare da "volano" alle acque in caso di
esondazione, preservando le vicine infrastrutture (autostrade, fattorie,
costruzioni, ecc.).
Ecco perchè,
non solo come ambientalisti ma come persone di buon senso, dobbiamo
sensibilizzare le varie Amministrazioni (e quella di Origgio in primis) ad
evitare l’arrivo del cemento in aree così importanti e a occuparsi della loro
tutela. E’ anche una questione di responsabilità: infatti in caso di danni ad
infrastrutture viene chiamato in causa l’ente locale che ne ha concesso
l’insediamento; la concessione di licenze edificatorie in zone così a rischio
sarebbe quindi un clamoroso autogol.
Didascalie:
4 maggio 2002: la rottura dell'argine
sinistro del Bozzente in località adiacente al bosco, in comune di Uboldo, ha
portato all'invasione di non meno di 20 ettari tra bosco e seminativi.
5 maggio 2002:il Bozzente
invade la strada Origgio-Cantalupo dopo aver "riempito" i vicini
campi.