Quest'articolo
è tratto da "informaZona" del 13 dicembre 2002:
Il
bosco non si tocca. Si potrebbe
riassumere così la 'calda' seduta di Consiglio che si è tenuta venerdì 6
dicembre per discutere la proposta di lottizzazione dell’ultimo polmone verde
di Origgio.
La sala consiliare era gremita di
gente, molti anche i giovani; non solo cittadini origgesi ma addetti della
stampa, rappresentanti delle varie associazioni ambientaliste e dei Social Forum
Saronnese. Il dibattito era aperto
al pubblico con possibilità di prendere la parola.
Presenti anche il comandante della Polizia Locale Alfredo Pontiggia e i
Carabinieri di Caronno Pertusella.

La
riunione viene aperta dal sindaco: «Si riprende la discussione in merito alla
proposta avanzata dai Conti Borromeo sulla quale abbiamo già dibattuto lo
scorso luglio; sul giornale comunale ho scritto un articolo per meglio
illustrarvi tale proposta. Ci sono
stati diversi incontri con Andrea Poggia di Legambiente e con Marzío Marzorati,
segretario della Regione Lombardia, che ringrazio per la collaborazione. In data 23 ottobre ho inoltrato una lettera ai conti Borromeo
spiegando loro, che in merito alle proposte avanzate, occorreva considerare
l'intervento nell'ottica globale dei contesto sul quale insiste l'area oggetto
dei dibattimento. Gli stessi
rispondono in data 3 dicembre, confermando che l'ipotesi di intervento con la
variante al Prg tiene in considerazione il fatto che i volumi utilizzati devono
essere correnti ai parametri urbanistici. Si
avvolgono della Legge Regionale n. 36 dei 1988 che incentiva il settore
turistico e alberghiero. Il
progetto insisterebbe sul 12% dell'intera area boschiva lasciando il restante
88% alla pubblica amministrazione. La
Legge Regionale n. 86 dei 1983, individua tale area come idonea alla creazione
di un parco sovracomunale - così come già si era progettato in concerto con i
vicini comuni di Uboldo e Gerenzano. Si
verrebbero a creare aree picnic, piste ciclabili, parco giochi e aree ristoro
nonché un percorso vita per anziani e portatori di handicap.
In previsione anche percorsi per un maneggio aperto al pubblico, il tutto
gestito da Legambiente e Wwf che garantirebbero il rispetto ambientale.»

Alla
seduta sono presenti anche i tecnici che hanno protocollato la proposta: prende
infatti la parola l'ingegner Leoncini che comunica: «è stata formata una
equipe con il supporto dei dottor Locatelli attuale tenutario dei bosco; lo
studio Ghezzi di Milano ha effettuato un attento esame idrologico con verifiche
anche nei comuni vicini. Non si
nasconde che l'intervento interessa un'area importantissima. Il parziale 12% e
88% identifica un'area di competenza dell'albergo con solo il 2% di superfici
coperte e pavimentate. Ci si è
mossi in linea con il Prg compatibile con le destinazioni d'uso della zona F,
che prevede la realizzazione di strutture sportive compatibili con l'ambiente.
Non abbiamo voluto eccedere sull'incidenza volumetrica espressa dal Prg.
Scopo primario rimane la tutela e la conservazione dell'aspetto
naturalistico dei bosco. Lo stesso
dottor Locatelli ha effettuato un accurato studio servendosi di uno zaino
satellitare rilevando le zone ad essenze omogenee, per capire dov'erano quelle
intoccabili per le quali anche noi chiediamo l'assoluta preservazione.
Gli organi competenti monitoreranno tutti gli interventi effettuati nelle
zone
tutelate dalla ex legge Galasso. Anche l'albergo, di circa 300 stanze, sarà
oggetto di verifica ambientale per garantire il rispetto di tutti i parametri.
Sono state verificate anche le indagini degli studi della Provincia di
Varese, della Regione Lombardia in merito all'eventualità di esondazione dei
Bozzénte, grazie ad uno studio dell'anno 2000 a cura dei dottor Piccoli della
Csp di Milano che ha portato a due conclusioni: esistono due zone di esondazione,
una a Nord con la congiunzione tra Gerenzano e Uboldo, l'altra più importante a
sud, all'intersezione tra l'Olona e il Vilioresi. Con una canalizzazionle si
garantisce che il Bozzente rimanga nel suo alveo. Inoltre, allo studio Ghezzi è stato commissionato un
ulteriore approfondimento dello studio dei dottor Piccoli che tenga conto dei
due anni trascorsi.» Dopo l'illustrazione dell'ingegner Leoncelli, il pubblico
presente non fa attendere i propri interventi: inizia il signor Ezio Pagani che
fa chiaro riferimento ad un punto preciso dello statuto comunale che recita: «...
il Comune ritiene le risorse ambientale e naturalistiche dei territorio, assieme
al suo patrimonio storico e culturale, beni essenziali e limitati della comunità
e ne assume la tutela come obiettivo generale nella propria azione
amministrativa, anche in nome delle generazioni future.» «La popolazione di
Origgio vi ha eletto sulla base di questa filosofia, come potete pensare di
buttar via questo polmone verde? Origgio
è sempre stato a misura d'uomo e tale deve rimanere.»

Interviene anche Paolo Ceriani che insiste sul fatto che un sindaco medico,
dovrebbe ben conoscere i rischi che una massiccia cementificazione può portare
alla salute dei residenti. Il
sindaco interviene ribadendo, ancora una volta, che la proposta non è
dell'amministrazione ma di terzi e il paese può accettarla o rifiutarla.
Da due anni il progetto è sul tavolo dell'amministrazione che vuole
comunque decidere insieme a tutti gli origgesi e per questo il sindaco vorrebbe
scrivere a ogni famiglia ma sembra che i cittadini vogliano piuttosto un
referendum. Segue poi l'intervento
dei signor Guglielmo Restelli che, ribadendo il suo No, fa presente quanto il
paese sia sporco, il più sporco della zona. E’ la volta di un tecnico, il
signor Guido Locatelli, da 15 anni tecnico forestale: «L’area è fortemente
inquinata e le ripercussioni negative si vedono anche sul bosco, un'evoluzione
destinata a peggiorare nel tempo se non si interviene con tempestività.»

Anche la minoranza si esprime
riconfermando il non accordo con la proposta e sottolineando l'urgenza di
intervenire per riqualificare e valorizzare il bosco, mantenendolo così com'è.
Si susseguono gli ingerenti dei pubblico; parla il signor Venturini che
chiede: «Qual è la qualità della vita a Origgio?
I tesori rimasti vanno salvaguardati.»
E’ chiara la linea di condotta degli origgesi; non vogliono sentir parlare di
interventi diversi se non la riqualificazione naturale della tenuta e qui
interviene Giovanní Riva che mostra le foto dell'ultima esondazione, ricordando
gli studi recentemente fatti circa le specie vegetali presenti nel bosco
spiegando perché non bisogna dare avallo alla proposta, illustrando gli aspetti botanici della questione.
Anche il signor Ciriolo, da 26 anni a
Origgio sottolinea come il bosco sia l'ultimo polmone verde della zona, ancora
più grande dei Parco delle Groane e che, accettando la proposta si decreterebbe
la morte ecologica dei paese. In
sala è presente anche Marco Strada, consigliere a Saronno: «in un territorio
come Il nostro dove ogni scelta diventa scelta di tutti, i boschi vanno
salvaguardati. Ritengo che anche questo bosco è un patrimonio che deve essere
preservato. Il sindaco dovrebbe essere il primo a voler tutelare uno spazio come
questo. » Prende parola un altro origgese, Walter Zaffarono, appartenente al
Social Forum Saronnese: «Abbiamo qui un bosco che è uno dei pochi per varietà
arboree e compattezza e stiamo a discutere come cederne una parte?».

Tutte
le dichiarazione a favore della bocciatura della proposta sono sottolineate da
fragorosi applausi, segno della condivisione degli friggesi presenti di
un’unica voce: il bosco non si tocca! Dare il permesso di costruire significa
variare il Prg e permettere poi ad altri privati di fare altrettanto.
L’ingegner
Bottini è un tecnico che ha contribuito alla stesura della proposta. Abita a
Busto Arsizio e chiede ai cittadini di valutare con molta attenzione il progetto
perché è stato steso tenendo in seria considerazione tutti gli aspetti
ambientalistici, nella massima trasparenza e correttezza, ma la gente non vuole
sentire, ancora chiede un referendum.
Da ultimo, sintetizzando la serata, riproponiamo una frase detta da un
altro ambientalista ai tecnici presenti: «Origgio è conosciuto per due cose,
il Bosco e la Fiera. Sappiamo che per noi il Bosco è il Colosseo e la Fiera è
come il Festival di San Remo ».
Luisa
Restelli