Quest'articolo
è tratto da "informaZona" del 12 luglio 2002:
Finalmente
una seduta di Consiglio che ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di
cittadini. Il tema che più stava a
cuore era l'undicesimo punto all'ordine dei giorno: “Pubblica discussione
sulle proposte urbanistiche di terzi riguardanti la zona F (Bosco Borromeo)”.
La
riunione è regolarmente iniziata alle ore 21 con quattordici presenze al tavolo
conciliare e con l'avvio delle discussioni dei punti in programma.

Sul
primo punto, il sindaco rende noto di aver ricevuto una lettera, regolarmente
protocollata, da parte della famiglia Fantoni-Galbiati che, dopo la tragica
scomparsa di Maria Pia, riacquistata una certa tranquillità, vuole continuare a
ricordare l'impegno sociale che ha ricoperto con il suo assessorato.
La
famiglia si dice disposta a mettere a disposizione la somma di 5.000 euro
all'anno istituendo una borsa di studio e utilizzando parte della cifra per
iniziative culturali e scolastiche.
La
borsa di studio avrà effetto dall'anno scolastico 2002/2003 e sarà rinnovabile
per un triennio. Preso atto della
benemerita iniziativa, anche il sindaco, conferma di aver pensato come ricordare
l'impegno sociale dell'assessore Galbiati e con quest'occasione si confronterà
con la famiglia per meglio capire in che modo utilizzare il contributo offerto.
Dopo
questo momento particolare, si passa all'approvazione dei verbali delle sedute
precedenti e alla ratifica di due deliberazioni di Giunta,iá numero 87 e la
numero 100. Assente giustificata al
dottoressa Tagliabue che ha lasciato una chiara e dettagliata relazione in
merito. Votate a maggioranza;
contraria la minoranza che non ravisa in esse carattere di urgenza.
Un
punto caldo su cui la minoranza, in persona dell'assessore Ambrosini, discute
animatamente con la Giunta, è quello relativo all'area mercato.
Il nocciolo dei problema sono i bagni che, allo stato, non ci sono e
obbligano gli ambulanti ad usufruire di quelli dei cimitero in attesa della
realizzazione della nota palazzina polifunzionale. La minoranza sostiene che l'area così com'è non è pronta,
la Giunta risponde che la costruzione della palazzina è indipendente dai lavori
dell'area mercato che ultimata è stata consegnata con verbale dei 6 maggio 2002
dall'impresa Fili Quadri di Pozzo d'Adda al comune di Origgio, che era stata
inoltrata richiesta all'Asl per dei bagni chimici ma che tale richiesta è stata
respinta. l’asl avrebbe concesso bagni prefabbricati ma il costo si aggira sui
70/80 milioni, si
e quindi,preferito aspettare. Si
tratta ora di temporeggiare; un anno in attesa per la nuova costruzione.
Il dibattito prosegue considerando la caratteristica particolare dei
cimitero, quale luogo di culto e preghiera e poco consono ad essere utilizzato
da ambulanti e avventori. La Giunta
ribadisce che in via L. Da Vinci il mercato non poteva più stare in quanto, in
caso di necessità, i mezzi di soccorso non avevano libero accesso.
Certo
fino ad oggi non si è verificata tale necessità ma se fosse accaduto le
responsabilità non sarebbero state poche e sarebbero nati dei contenziosi non
indifferenti. Prosegue la
minoranza:”Il carattere di urgenza ravisato dal sindaco ci sembra onestamente
di poco peso. Non ci risulta sia
successo qualcosa di particolare in questo periodo.
Il mercato non è arrivato in via Da Vinci in pochi mesi ma è lì da
anni. Se intenzione
dell'amministrazione era creare la palazzina, perché non aspettare ancora a
spostare il mercato?” e conclude la minoranza: “Credo si sia verificato un
errore da parte dell'amministrazione e dell'Asl.
Allo stato attuale l'area mercato non è pronta”
Smorzata la polemica si passa agli
altri punti in programma e si analizzano i dati dei bilancio.
Visto poi il pubblico presente, la Giunta accetta di discutere
l'undicesimo punto dopo il settimo per rispetto anche dei presenti.
Il sindaco illustra le proposte pervenute mediante l'ausilio di
diapositive per far meglio comprendere cosa teoricamente potrebbe cambiare se si
decidesse di avallarle. “Ci siamo trovati di fronte a proposte non preventivabili
che vanno considerate in un unico contesto che deve riguardare tutta la zona F.
E’ evidente che tali proposte devono essere valutate e portate a conoscenza
della cittadinanza. Dobbiamo
pensare a cosa fare in modo chiaro e trasparente per evitare equivoci.
Mi è sembrato giusto informare la commissione e la mia gente”.
Interviene la minoranza: “La Zona F ha un valore inestimabile e deve
rimanere com'è”.

Inizia
il dibattito con diversi interventi da parte del pubblico; il clima si fa caldo,
il tema sta a cuore ai cittadini e il sentore generale è quello di dire
tassativamente No ad ogni tipo di proposta.
Qualcuno vorrebbe un referendum; altri si appellano al Piano Regolatore.
L’amministrazione che non esprime la sua opinione al riguardo, è in grado di
far si che in quell'area no si possa mai intervenire con interventi di
costruzione, siano essi industriali o privati.
Sostanzialmente
si ribadisce quanto già abbiamo avuto modo di illustrare nei numeri-precedenti.
I
Borromeo vogliono realizzare un albergo con cedendo al comune oltre 700.000mq di
bosco.
Il
dibattito si accende ancora di più. “Se
abbiamo risparmiato tanti soldi allora comperiamo tutto il bosco oppure “Non
autorizziamo nulla, tutto resta cosi com'è e gli origgesi
continueranno a usufruire del bosco”.
“Allo stato - spiega il sindaco - nessuno può imporci nulla.
La zona F, proprio per la sua particolarità, non è stata inserita
nell'ultimo Piano regolatore”. Interviene poi Giovanni Riva che espone un
problema a forse nessuno aveva pensato: quello idrogeologico.
Lo studio Paoletti Majori
sta conducendo un'indagine e afferma che quell'area è ad alto rischio di
allagamenti. E infatti la
destinazione finale dei fiume Bozzente che lo scorso maggio ha esondato
causando non pochi danni alle fattorie e alle strade vicine. Ogni 30 anni il
Bozzente esonda con un impeto tale da causare grossi problemi alle immediate
vicinanze dei suo corso Si cita quella dei 1976 e ancor prima quella dei 1951 o
dei 1917.

Qualora si
verificasse un'esondazione tale da causare danni alle eventuali costruzioni site
in loco, la comunità sarebbe chiamata a risarcirli in toto.
Esiste poi la legge Galasso che protegge espressamente le aree verdi
contigue ai corsi d'acqua e la zona F ha tutte le caratteristiche per essere
tutelata da tale legge” Interviene anche un rappresentante di Eco 90: “Il
bosco ha un valore inestimabile; è un filtro che blocca il traffico. Gli
amministratori devono salvaguardare il patrimonio dei nostri paesi.
L’intervento proposto è inaccettabile.
Nessuna valutazione ambientale negativa può inficiare le situazioni
ambientali generali. Come tutti i
boschi questo ha un valore ambientale importantissimo e si trova a 150 metri dal
Bozzente, quindi tutelato dalla legge” E interviene un giovane: “Se non
accettiamo tutto rimane così, allora dov'è il problema, non si accetta la
proposta “ E ancora qualcuno dice: “Il bosco per gli origgesi ha un valore
storico; si può affermare che il Bosco dei Conte sta a Origgio come il Colosseo
sta a Roma. E’ impensabile tagliare in due il Colosseo, ancora più
impensabile tagliare in due questo bosco” Sostanzialmente si evince da questa
lunga discussione che accettare queste proposte significa smembrare un'area che
perderebbe valore e dare la possibilità ad altri proprietari della zona di fare
altrettanto. La cosa migliore è
quella di aumentare i vincoli sulla zona F.
La minoranza chiede quale posizione assume l'amministrazione e gli viene
risposto che si è ritenuto di raccogliere il parere della gente. Il dibattito
proseguirà in altri consigli aperti alla cittadinanza.
Abbiamo
cercato di sintetizzare, per problemi di spazio, il più possibile la questione.
Da questo primo dibattimento è ben chiara la posizione degli origgesi:
“Quell'albergo non sa da fa re... ne ora ne mai”.
Luisa
Restelli