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Il territorio di Origgio presenta fortunatamente alcune zone boscate. Esse sono quasi tutte ubicate verso Uboldo, Cantalupo e Lainate. La più importante, interessante ed antica di queste è il bosco Borromeo di circa 70 ettari, che però è circondato da altri boschi e boschetti meno estesi che fanno salire la superficie boscata origgese ad oltre un chilometro quadro.

L’importanza

Tutti possono capire cosa significhi un bosco come questo in termini di vivibilità (il bosco è frequentatissimo da cicloamatori, micologi, cacciatori e semplici appassionati), di equilibrio ecologico (e il problema dell’aria oggi è di grande attualità!) ed idrogeologico. E’ grazie a questa area che in passato Origgio e i paesi vicini hanno potuto condurre una vita relativamente tranquilla e vedremo il perchè.

La natura

Querceti e carpineti misti, tipici del bosco padano, occupano molta della superficie boschiva. E' rilevante anche la presenza di mammiferi ed uccelli.

La storia

Alcuni paesi più a nord sono stati più volte salvati da questo bosco: questo perchè esso è sempre stato (fino al 1963) la destinazione finale delle acque del torrente Bozzente, proveniente dal comasco. Ancor oggi questo torrente forma il suo corso verso Mozzate ed attraversa l’abitato di Cislago. In passato divideva in due Gerenzano e toccava pure Uboldo, terminando il suo corso nei boschi di Origgio e Lainate. Nel tempo, in seguito a numerose deviazioni è arrivato ad avere un corso diverso nella parte sud, non toccando più nè Uboldo nè Gerenzano e non terminando nel bosco. Esso defluisce verso Rho terminando nell’Olona. In passato la portata del Bozzente era alquanto irregolare, con periodi di secca e di piena (in occasione dei temporali) ed altrettanto facevano due suoi “vicini”, il torrente Gradeluso, che termina ancor oggi nei boschi di Cislago, ed il Fontanile di Tradate, che spande poco lontano.

Com’erano un tempo i nostri territori

“Io vivo dove fetide lagune ingombran l’abbondevole campagna” recita un poeta lombardo dei tempi del Porta: nel basso varesotto, nel bergamasco e nel comasco, erano frequenti situazioni di paesi con acque aquitrinose, originate nel modo descritto sopra.

Inondazioni

In seguiito a piogge molto intense spesso si assisteva al fenomeno dell’unione dei tre torrenti: le acque del Gradeluso e del Fontanile finivano nel Bozzente. Quando questo succedeva avvenivano inondazioni che provocavano perdite ingenti di animali e raccolto, danni alle case ed anche mnorti per una popolazione che viveva una vita povera

Il “contratto Borromeo” del 1603

Fu stipulato tra il Ducato di Milano ed il conte Renato Borromeo, a seguiito di una grossa piena che portò la devastazione in tutti i paesi del suo corso. Casa Borromeo metteva a disposizione “4600 pertiche de’ suoi boschi” (la pertica è unità di misura di supoerficie ed assomma a 654 metri quadri, per cui la superficie del bosco del Conte era allora di oltre 300 ettari, più del triplo di quella odierna!) per gli spandimenti calcolati del torrente. Nei paesi a monte vennero approntate opere di consolidamento degli argini, deviazioni dei corsi ed una chiusa che in seguito si logorò. I lavori necessari per regolare gli spandimenti furono imponenti e I numerosi braccianti del conte ne vennero coinvolti ma alla fine l’opera vide la luce e preservò i paesi pere un secolo e mezzo da inondazioni e danni. Vennero approntate, come si può vederee dalla riproduzione di una cartina settecentesca sotto riportata, diverse variazioni ai corsi ed alla fine non meno di 16 bocche che facevano defluire le acque nel bosco di Origgio. Parte di questa ingegnosa rete di canaletti era ancora attiva alla fine degli anni ’50 ed ancor oggi il percorso delle rogge principali, ormai quasi interrato, è visibile, specie per chi vi si inoltra dalla strada consorziale chiamata “Mezzanella”

 

 

 


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