!!-!! Sono Aperti nuovi servizi: Orari Autobus per Saronno e Rho, Stradario Completo di Origgio, Lista Associazioni Origgesi con indirizzi

 


Home Page
Dov'è Origgio
Il Gonfalone

Stradario


La storia del Paese
dagli albori al 1110
dal 1110 al 1497
dal 1497 al 1985
dal 1895 ad oggi


La Madonnina del Bosco
L'Antica Cappella
La Miracolosa Madonna
L'Annunciazione
La Solennità
Provvidenziale Giumento
Il Nuovo Santuario
Pellegrinaggi


Chiesetta di San Giorgio
Dalle Origini al 1700
Il San Giorgio Attuale
Foto Interne


La Chiesa Parrocchiale
Le Prime Notizie
Visita Pastorale del 1570
La chiesa nel Seicento
Il primo Settecento
Il secondo Settecento
L'Ottocento
dal 1910 ad Oggi
I dipinti:
Pietà con dondatore
S.Carlo adora la Croce
La visione di S.Antonio
La statua Dorata
Foto Interne


Castello Borromeo


Torre ai Caduti


Villa Borletti
Articolo Informazona


TorreSchiapparelli


Il Bosco di Origgio
Generalità
Fitogenesi Originaria e Note Storiche
Vegetazione Arborea Autoctona
Altri Arbusti ed Erbe
Essenze Introdotte
Funghi
Fauna: Mammiferi e Rettili
Fauna: Volatili e Farfalle
Alberi di particolare interesse o pregio
Problemi
Riassunto sul Bosco:
Natura e Storia 1
Natura e Storia 2
Natura e Storia 3


Piantina dei Monumenti
Links su Origgio
Ringraziamenti


Gallerie Fotografiche:
I Monumenti
La Civiltà
I Paesaggi


Contattatemi anche per il minimo dubbio o chiarimento!

 

(Articolo tratto da InformaZona del 5 Ottobre 2001)

Ormai gli origgesi sono abituati ad attraversare la centralissima Via Dante e non far più caso allo stabile decadente che è proprio davanti alla Chiesa.  Uno stabile che è causa di continui dibattimenti fra il Comune che vorrebbe ristrutturarlo, dando al centro dei Paese quell'immagine che da tempo tutti si aspettano, e la Sovrintendenza Beni Ambientali e Architettonici di Milano che inibisce ogni tentativo di ripristino sostenendo l'importanza storica dello stabile.

Ma cos'ha di veramente storico Villa Borletti?

Ripercorrendo la storia, cerchiamo di capire qualcosa di più su questa intricata vicenda.  Edificio settecentesco inserito nel cuore dei centro storico di Origgio, dotato di un ampio parco di sua esclusiva pertinenza,Villa Borletti è sempre stata considerata “casa di villeggiatura” di nobili famiglie milanesi che nei secoli XVIII e XIX possedevano terreni e fabbricati su tutto il territorio di Origgio.  Il Catasto Teresiano dei 1722 attesta l'esistenza dell'immobile di proprietà dei Conte Francesco Borromeo e successivamente indica come possessori della villa le famiglie Rigola, Pedretti, Borletti.  Dal 1722 (data di costruzione) al 1873 la villa è oggetto di cambi di proprietà per lasciti testamentari o contratti di compravendita.  Rimarrà nota come Villa Borletti in quanto costoro, dalla data d'acquisto al 1901 hanno modificato ampiamente la struttura originaria della casa.

E proprio questo è il nodo su cui Comune e Beni Ambientali dibattono da anni per risolvere la questione dei restauro o dell'abbattimento.  Ma cominciamo dall'inizio.  Il Comune di Origgio acquista la Villa nel 1967 con l'intenzione di trasformarla nella sede comunale.  Inizialmente accoglie la biblioteca e assolve funzioni di rappresentanza.  Solo dopo 15 anni la Giunta delibera la parziale demolizione dell'edificio adducendo motivi di pericolosità per l'incolumità pubblica.

Nel frattempo il complesso perde alcuni rustici ed altri locali che crollano per vetustà Resta immutata la continuità tra Villa e Parco.  E' interessante l'intervento proposto dal Comune che, tramite un progetto di conservazione e riuso dello stabile, intende destinarlo a centro civico polivalente con biblioteca, archivio storico comunale e un auditorium.  Il parco viene riservato al tempo libero.  Il progetto nasce dall'esigenza di mantenere intatte le caratteristiche storiche dell'edificio rendendolo però attuale e 'utile' alle esigenze degli origgesi. Per fare ciò occorre che tale progetto si sviluppi sulla base di indagini dettagliate circa l'origine della Villa per accertarne l'interesse storico.

Alcune date:

1972:   la biblioteca si stabilisce nei locali al piano terra dove rimarrà ubicata per cinque anni.

24 ottobre 1979: il Sindaco Mario Ferrario inoltra domanda alla Giunta Regione Lombardia per chiedere l'erogazione di contributi per la ristrutturazione (spesa preventiva di circa 600 milioni).

4 ottobre 1980: viene presentato un preventivo per la progettazione di un Centro Socio Culturale che occuperebbe i locali della Villa.

11 novembre 1980: la Giunta comunale, constatato l'avanzato degrado delibera la parziale demolizione dell'edificio per circa 150 mc di muratura con un preventivo di spesa di circa 6 milioni e affida i lavori ad un'impresa di Venegono Inferiore.

30 novembre 1981: sempre la Giunta delibera di affidare ad un'impresa di Milano i lavori per la costruzione dei parcheggio di Via Dante.

2 marzo 1982: la Giunta presenta alla Regione Lombardia richiesta di contributo per sistemazione aree pubbliche a verde (Parco di provenienza privata Borletti di circa 6.000 mq.).

Il Comune provvede perciò a predisporre un Piano Regolatore Generale inoltrato alla Regione Lombardia che, dopo le opportune verifiche, lo approva con delibera n. 31739 dei 27 settembre 1983.  La parte affacciato su Via Dante è sottoposta al vincolo di salvaguardia ambientale.

Ciò significa che gli interventi edilizi devono essere subordinati al rispetto dell'art. 23 oltre che alle norme relative a quello che comunemente viene chiamato “decoro architettonico”.  Gli interventi ammessi devono quindi tendere a salvaguardare e valorizzare l'ambiente in cui sono inseriti.  In particolare quelli relativi alla manutenzione straordinaria devono armonizzarsi con interventi già eseguiti, In funzione di ciò il Comune, ai sensi della L. 5.8.78 n. 457, si è dotato di apposito Piano di Recupero con delibera CC n. 152 dei 277.89 successivamente variata con delibera CC n. 39 del 29.4.94 con riferimento al quale l'area risulta avere le seguenti possibilità operative: "interventi di trasformazione urbanistica edilizia subordinati prima dei rilascio della concessione, alla presentazione di un planivolumetrico esteso a tutto il perimetro dell'intervento e di un'apposita convenzione relativa alle caratteristiche planivolumetriche dei progetto ed alla concessione delle aree”

E' qui che entra in gioco la Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici che con una nota datata 5 luglio 1993 a firma dell'architetto L.G recita: 'l'immobile, pur nello stato di degrado in cui si trova, riveste interesse ai fini storici e artistici" Costituito da un unico corpo situato nel centro storico antistante la centrale via Dante e la Piazza dell'immacolata, confina a nord con un vuoto urbano un tempo occupato dalla continuazione dell’edificio stesso, a sud con altre unità immobiliari di diverse proprietà; a est con Via Dante e a Ovest con l’ampio parco attualmente di uso pubblico. L’edificio occupa una superficie di circa 750 mq su 2 piani con sottotetto non agibile e cantinato solo per una piccola porzione lungo l’estremità nord. Il piano terra è composto da una serie di locali con soluzione di continuità tra i quali è da ' sottolineare l'ampia.sala colonnata.  Il secondo piano presenta una continuità di sale a corpo singolo; solo la porzione nord è a corpo doppio.  Esiste una scala principale e scale di servizio lungo il lato nord e lungo il corpo prospiciente via Dante.  La pavimentazione è per la maggior parte in mattoni di cotto lombardo posati a lisca di pesce; le strutture murarie in mattoni pieni sostengono soffitti in legno cassonato, altri in legno rustico e altri in legno plafonato.  Rispetto al progetto di ristrutturazione si è operato cercando di salvaguardare le rappresentazioni grafiche e pittoriche risalenti al casato di Maria Teresa d'Austria.  Il progetto prevede una sala mostre al piano terra, una sala espositiva interna e uno spazio bar/caffetteria al piano terreno.  Lungo Via Dante si è pensato di collocare la sede dell'archivio storico, funzione più legata alla vita dei paese e contenitore della storia degli abitanti.  Il primo piano ospiterebbe la biblioteca con sale di lettura, sale per audiovisivi, locali di consultazione e sale per piccoli convegni, tavole rotonde, mostre.  Previsti anche 2 ascensori.  Il tutto per un costo preventivo di circa 3.762.351.000. Il progetto non viene realizzato a causa dell'intervento della Sovrintendenza che insiste nel definire la villa ad alto interesse storico.

Con lettera dei 28 giugno 1996 il Sindaco dr.  Mario Angelo Ceriani chiede alla Sovrintendenza di verificare se sussistono vincoli particolari anche per le parti interne per un eventuale intervento di ristrutturazione o demolizione, invitando la stessa ad un sopralluogo per analizzare e studiare le possibili soluzioni.

L’architetto L.G risponde in data 19 luglio di aver già attuato un sopralluogo e di aver concluso che il complesso dovesse essere posto sotto la tutela della legge 1089/39 nello specifico art.4. Infatti scrive: “l'immobile risulta di grande interesse trattandosi di edificio residenziale databile XVII - XVIII secolo.  Se ne consiglia un attento restauro onde garantire la conservazione e la valorizzazione” Quindi la strategia suggerita è quella di restaurare cioé riportare l'edificio alle condizioni originarie facendosi sopportare da specialisti dei settore.

Lo stato di degrado è però tale da non essere più consigliata una manutenzione; l'ufficio Tecnico consiglia la demolizione che viene appaltata e finanziata con delibera n. 316 dei 11 novembre 1980.

Perché la Sovrintendenza insiste sull'importanza storica della villa?  Recita la Legge 1089/39: “Sono soggette alla presente legge le cose, mobili o immobili, che presentano un interesse artistico, storico archeologico o etnografico”. Ma dove sono queste caratteristiche a Villa Borletti? li bene ad interesse storico non può essere confuso con un qualsiasi oggetto dei passato.

Dai dati catastali risalenti al 1722 Villa Borletti risulta avere una natura agricola che rimane tale fino al 1873.  La casa passa dalla proprietà Pedretti a quella Borletti il 15 febbraio 1869 e solo allora la destinazione cambia da abitazione a casa di villeggiatura. I Borletti hanno attuato numerose modifiche strutturali quindi, cosa è rimasto delle murature originarie?  Assai poco se non addirittura nulla. L’edificio attuale risulta essere stato ricostruito integralmente tra il 1873 e il 1901.  Decade quindi l'affermazione della Sovrintendenza.

Con la Legge Regionale n. 33 dei 14 dicembre 1991 si riaccendono le speranze di risolvere l'annoso caso Borletti.  Nessun architetto storico parlerà mai di interesse artistico della Villa.  Purtroppo, questo non sorti nessun effetto e il caso venne nuovamente abbandonato.

Di fatto le condizioni dello stabile peggiorarono e dopo altri tre anni il Sindaco fu costretto ad emanare l'ordinanza n. 317 con la quale si autorizzava la chiusura totale alla circolazione dell'intera area ; inoltre dava mandato all’arch Borroni di Solaro di svolgere  perizia che, il 17 ottobre 1997 confermava l’alto rischio di collasso a cui la struttura era sottoposta suggerendo il monitoraggio per qualche mese. Gli origgesi ricordano bene il disagio che ciò ha causato non solo per il transito, essendo Via Dante la principale del paese, ma anche visivamente ed esteticamente il centro era diventato decisamente inguardabile.  Viene messa in sicurezza il 19 novembre 1997 e da allora tutto si ferma di nuovo.  Il ripristino sarebbe costato circa mezzo miliardo, cifra assurda da spendere solo per la messa in sicurezza tanto che la Giunta comunale delibera in data 27 novembre 1997 di dar mandato al Sindaco affinché proceda alla demolizione di Villa Borletti.

Ciò non poteva non scuotere la Sovrintendenza; seguono colloqui nei primi giorni di dicembre e il 12 dicembre il Sindaco dà ordine di procedere entro 20 giorni, intanto scrive ancora alla Sovrintendenza, alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e alla Prefettura di Varese chiedendo l'autorizzazione a procedere.  Il 14 gennaio 1998 in sole sei secche righe la Sovrintendenza risponde.  No!

Si supplisce alla situazione mettendo dei ponteggi per tutelare la sicurezza pubblica, ponteggi che costano circa 100 milioni e che devono essere sottoposti a successivi controlli.  Milano dice no!  Roma dice si!

Arriviamo così al 1999 quando ancora tutto è fermo e origgesi e Comune cominciano ad essere stanchi di questa situazione di stallo.  La corrispondenza prosegue e finalmente in data 11 marzo arriva il consenso della Sovrintendenza a procedere alla demolizione integrale e parziale ricostruzione della Villa Borletti.  Con verbale di Consiglio dei 6 luglio 2001 la Giunta delibera: di alienare parte dei bene con appalto concorso con base d'asta di £. 585 milioni destinando i proventi di tale alienazione al restauro della parte restante della Villa.  Il 9 agosto 2001 viene conferito incarico all'Architetto Paola Bassani di Varese per un progetto “preliminare e definitivo” d'intervento di restauro.

L’intenzione è dunque quella di vendere la parte che si affaccia su via Dante trasformandola in appartamenti e ristrutturare la parte interna affacciato sul Parco.  Per fare ciò occorre acquisire anche le proprietà di due cittadini origgesi.  Tutti gli abitanti si chiedono se questo è l'epilogo dell'annosa vicenda e se finalmente potranno vedere il centro dei paese rimesso a nuovo per il 'buon decoro architettonico!  Naturalmente seguiremo l'evolversi della vicenda sperando, a breve, di mostrarvi il volto nuovo di Villa Borletti.

 

Luisa Restelli

 

 

 


Il vecchio Uricc
Il Paese delle Oche
Cosa di Mangiava
Mercato, Bachi da Seta
Cosa facevano i Ragazzi
Il Bosco
I giochi
Le Pratiche Religiose
Natale ed il Mese Mariano
Vita Militare
Altri Ricordi
Signor Arturo:
Gli Ambulanti
I giochi
Alimentazione
Vita Sociale
Considerazioni


Uricc in Dialett
Gravidansa e Nascita
Cuscritt e Vita Milidar
Fidanzament e Nozze
La famiglia Patriarcal
Laurà
Stagiun e loro ritmo
Vita dell'ann
Segheria, Patati e Maragun
I Mort
La Stalla
Ul viv da tutt i Dì
Medisin, Credens Medich e vestì
I mestè
Ul Paesagg
Scheura e Gioeuc
Proverbi:
Pagina Prima
Pagina Seconda
Pagina Terza
Pagina Quarta
Pagina Quinta


Memorie di G.Ceriani
Com'era Origgio
Le Strade
Le Campagne
I Cassinot e i Strasce
Le Feste Religiose
I Cortili
Cognomi e Soprannomi


Storia del Bozzente
Detto Cislaghese
Introduzione
Parte Storica, I tre Torrenti
Il contratto Borromeo del 1603
Cavo Borromeo
Le difese dei Paesi
La Grande Piena del 1756
Le conseguenze della Piena
Il Piano di Separazione
I tre Torrenti
I Lavori
Situazione Attuale
Brano in Dialetto
Traduzione


Il Centro di Compostaggio
Centro Storico
Bosco a Rischio:
Cos'è la Zona F
La lettera del Sindaco
Lettera del 22-02-2002
Lettera 30-05-2002
Considerazioni
Cons.Comun 05-07-02
Cons.Comun 06-12-02
Esondazione 04-05-2002
Qualità Aria Settembre
Qualità Aria Dicembre
Proporzioni Zona Boschiva
Ecologia ai Tempi di Orazio
Nuovi Sviluppi su: www.adboriggio.org


Oratio Autobus
Stradario
Orario Treni FNM
Associazioni Origgesi
Sindaco e Giunta
Consiglieri Comunali
Orari Uffici comunali