Fuori un chilometro da Origgio a Sud-Ovest, oltre il Cimitero, lungo la
strada campestre che conduce alla Frazione Muschiona e a S. Ilario Milanese, gli
antenati avevano edificata una Cappella alla Madonna Addolorata. Essendo la
località al limitare dei boschi, la Cappella venne popolarmente denominata:
Madonna del Bosco.
Per quanto abbia cercato nell'Archivio Parrocchiale, e fatte altrove
indagini, non ho potuto trovare la data della edificazione della Cappella. I
periti la facevano risalire agli scorci del Medioevo.
Era una cara e devota Cappella, chiusa da una cancellata di legno, con un
rustico porticato davanti, sostenuto da due colonnette di granito.
La Cappella aveva un altare di legno, infisso nel muro, sotto l'affresco
della Madonna. Poteva contenere una cinquantina di persone.
Qui vi trovavano rifugio i pellegrini e viandanti. Gli stessi malandrini,
ricercati dalla umana giustizia, qui vi trovavano scampo e salute, godendo la
Cappella del diritto di asilo.
Ma soprattutto, qui la pietà degli antichi padri trovava aiuto e
consolazione in tutti i dolori della vita. Ecco la ragione degli
"ex-voto" e dei quadretti appesi alle pareti della santa Cappella.
Tutti gli Origgesi, fatte pochissime eccezioni, nei giorni festivi, dopo
le Sante Messe, gli uomini, e, dopo la Dottrina, le donne, si portavano
rosariando a gruppi, o in corteo, alla Madonna del Bosco.
Alla Madonna
si processionava nelle siccità o pubbliche calamità del paese. Alla Madonna si
portavano di giorno, di sera, di notte, anche nel cuor del verno, le persone
private nelle loro necessità spirituali e materiali. Lontani dal paese, per
qualsiasi ragione, nelle quotidiane preghiere sempre si ricordava la cara
Madonna del Bosco.
Tutti poi sono testimoni delle grazie e dei favori
ottenuti dalla Madonna, alla sua Cappella del Bosco. Ma non solo quelli di
Origgio, anche quelli dei paesi limitrofi, di quando in quando, si vedevano
prostrati al cancello della Madonna, vero canale di grazie celesti.