Le
conseguenze disastrose che ne seguirono preferiamo raccontarle con le
descrizioni dell'epoca:
"A
tutti questi mali pose il colmo la grande piena
accaduta nell'anno 1756, quando il Bozzente accresciuto dal
torrente Gradeluso e dal torrente di Tradate interamente introdottisi contro
ogni equità, dopo il taglio dei loro
medesimi argini, portò quasi l'eccidio delle comunità di
Cislago, di Gerenzano, d'Origgio e di Rho" con quella lagrimevole
inonda ione accorsa nel primo luglio, la quale atterrò case, disertò immense campagne, affogò armanti e
diede
la morte a molti abitatori.
La
notizia dell'accaduto giunse a Milano dopo alcuni giorni.
Il
Sig. Grassini delegato di Sanità
del Ducato, preoccupato da possibili epidemie che avrebbero potuto insorgere sul
luogo del sinistro, inviò sul posto a capo di una delegazione, il Sig.
Bartolomeo Beretta con il seguente mandato -:
.....
per qualche rumore sparso che nei contorni di Tradate ed altre terre contigue, specialmente verso Cislago si risentono
delle cattive esalazioni alla umana salute pregiudicevoli, e procedenti da cadaveri di bestie e d’uomini annegati
nella inonda--ione in quelle parti seguita nei passati i giorni, ovvero dalle biade infradicite, e
corrotte
nel fango e nell'acqua.
Siamo
venuti nel sentimento di ordinare a voi che
immediatamente vi trasferiate sul fatto, e visitando ogni luogo
pregiudicato da tal ruina diligentemente operiate sopra,
facendovi al caso di bisogno, giudare da persona in ogni luogo danneggiato dall'inondazione per fàrne
distinta
relazione.
Attenderete
diligentemente se vi siano fètori prendendo ancora 1ume da vicini abitanti in
qual luogo, ed in qual
tempo massimamente si sentono.
Vi
informerete distintamente se vi siano cadaveri di
uomini o di bestie di qualunque specie insepolti, della
qualità
e quantità delle biade che sono
state rapite da tale inondazione.
Visiterete le case osservando se in esse vi sia fango o altre immondezze
che rendono male odore e se vi si trovano malati.
Insomma sarà vostro dovere prendere tutti quei lumi che sono propri
della vostra incombenza...
E
dalla relazione seguita al sopralluogo si apprendono i seguenti impressionanti
particolari.
.....Osservando
gli ordini ricevuti il giorno 18 mattina passai a Gerenzano ed inteso da varie
persone il male che il fiume e detto Bozzente aveva fàtto con l'escrescenza
della di lui acqua.
Ho
saputo dal Sig. Piero Vate, fattore
dell'Ill.mo Sig. Fagnani e dal console, che sono annegate tre bestie bovine, una
del fìttabile del Sig. Vedani et le altre due delli fìttabile del detto
signore e che le dette bestie le hanno godute.
Niuna
persona è perita, ne vi è niuna esalazione in detta terra, non essendoci che
un solo ammalato ma non per detta causa, e dopo visitato le case dove è stata
l'acqua sono andato a Cislago.
Ivi
ho veduto molte case rovinate dall'escrescenza dell'acqua di detto fiume
Bozzente, e dal Sig. Paolo Antonio
Rimoldi agente dell'illma casa Castelbarco, e dal console Arcangelo Zaffarone,
ho saputo essere perite 70 tra piccole e grosse bestie bovine e circa 30 tra
giumenti e muli. Interrogati se
sono perite persone, mi hanno risposto che quattordici persone sono annegate e
state sepolte nella chiesa parrocchiale, et un bambino il quale non si è finora
trovato. Interrogati cosa avevano
fatto di tante bestie bovine e di detti giumenti e muli; mi hanno risposto che
alle bestie bovine hanno cavato la pelle et hanno goduto le carni, mentre il
reverendo Sig. Curato ha dato il
permesso di mangiarne il venerdì e il sabato perché non avevano altro.
Di detti muli e giumenti hanno cavato la pelle e poi li hanno gettati in
detto fiume Bozzente che li ha condotti nelle campagne e nei boschi, eccettuato
n mulo d'un molinaro di Prospiano, che era ivi capitato per caso, che l'hanno
interrato in un orto con le interiora delle bestie bovine. Il console mi ha
soggiunto che sono annegate più di 100 percore e che con le galline
sono state godute o date per carità.
Mi
hanno detto poi cosa era successo delle cape, o
siano ammassi di messi di grano. Mi
hanno significato che quelle sono
state condotte via dalle acque e sono state raccolte
da quelli di Gerenzano e da quelli di Uboldo e di
Origgio nei boschi e quello che era ancora da mietere
è
stato rovinato dalla tempesta.
Indi
con il console ho visitato tutte le case dove è
stata l'acqua ad altezza più d'un uomo e che molte persone
a gran,fatica si sono salvate. Dalle
dette case ho veduto che hanno estratto il.fango così nelle corti: ormai
essicato
non mandava mal'odore.
Ho
raccomandato di lasciare aperto ed accendervi
del focho per asciugare i muri, et che era buona cosa
imbiancarli
con calcina.
Interrogato
poi se vi erano ammalati, mi hanno
risposto esservi una sola femmina ma da molto tempo,
e
uno chiamato Carlo Filippino per essersi tanto intimorito nel pericolo in cui è
stato d'annegarsi.
Ho
visitato anche la chiesa ma ho veduto le lapidi
dei sepolcri fatte con maestria che non sono capovolte come
non ho sentito alcun mal'odore...
Mi
sono partito e portatomi a Mozzate con San
Martino ho veduto rovinato il ponte, e dal console Carlo Andrea
Gino, ho inteso non essere statte danneggiate ne
persone
ne bestie ma solo le campagne per l'arena mandata dall'escrescenza della detta
acqua e horrida tempesta.
Passato
a Carbonate dal console Pietro Colombo ho
inteso che con la detta escrescenza dell'acqua in detto piccolo
borgo, non erano perite persone ne bestie ma era statta
l'acqua alta più d' n uomo, come ho visitato tanto nell'osteria
come in varie case di pigionanti della Ill.ma Casa Arconati, ho veduto il simile effetto di Cislago, e
siccome in dette case non avevano ancora
estratto la litta lasciata dall'acqua, li ho detto di estrarvela subito a ciò che
non apportasse quell'odore e conseguente danno alla salute.
Mi hanno risposto di darli del pane che non avevano
di che vivere per la gran tempesta.....
La
relazione continua con la visita, nel giorni successivi a Locate - Abbiate -
Tradate - Appiano - Lurago - Veniano - Limido, dove vengono riscontrati
allagamenti e la distruzione dei raccolti causati dalla grandine, mentre
numerose case risultano danneggiate dal vento.
Siccome
a Carbonate intesi che a Cislago erano statti
interrati due muli del molinaro di Prospiano e per essere male
interrati mandavano fettore, mi sono ritornato per accertarmi
e per fare levare l'inconveniente se vi fosse stato.
Onde arrivato nel luogo, fatto chiamare il Console Arcangelo
Zaffarone predetto, mi assicurò che dei muli del
molinaro, era statto interrato solo uno e l'altro, dopo cavata
la pelle l'avevano gettato nel Bozzente. Onde
ritornato a visitare non ho sentito alcun mal'odore, e abbondantemente
li ho fatto gettare della terra essendo già
15 giorni che è statto interrato. Indi
a notte oscura sono arrivato a Saronno
e la mattina mi sono portato a Uboldo
dove il Sig. Giuseppe dell'Acqua mi
significò come l'escrescenza del
detto Bozzente aveva inondato tutta la terra
et nelle prime case era arrivata ad altezza più d'un uomo, e con esso avendo visitato le case ho veduto che
avevano
già estratto il fango ormai secco che non mandava nessun odore.
Molte
case sono di murati vecchi perciò si sono
inzuppate di acqua che mandano un odore che dicono li ,fa
dolere il capo e perciò li ho detto di non dormire in dette
case, di lasciare aperto e di.fare imbiancare di calce. Interrogato il console Pietro Cataneo s'e in tale escrescenza erano
perite persone o bestie, mi ha detto essere perite due bestie bovine che le hanno godute.
Siccome
mi fu detto che in una campagna arenata
dal Bozzente vi erano d e bestie non internate vicino alla cascina
Malpaga. Sicché col Console sono stato a visitare la detta cascina distante un miglio vicino a detto fiume che
è stata la più esposta. La dove
si è annegato un solo vitello e una
pecora che hanno goduto, ci avendo purgato
le
case, li maestri di muro le riparavano.
Passato
alla visita di dette campagne non ho ritrovato
che no scheletro di bestia che sembrava un giumento e ho
trovato disinterrato in parte un altro dalle fiere o cani che
aveva fatto interrare il detto deputato, onde ho ordinato di farlo nuovamente
coprire. Essendo molto lontano da
detta cassina da detto luogo mi sono
portato a Origgio e dal console Giò
Ceriano ho inteso esservi stata per le case
l'escrescenza dell'acqua del Bozzente ad altezza ali un braccio, ma non ha fàtto danno e così mi ha confermato il fatore
del’illlma Casa Borromeo, e a circa le ore 17 sono arrivato a Rò....