(Questa parte storica è
tratta dal Libro "Storia del Santuario della Madonna del Bosco in Origgio"
)
Origgio
si trova a 23 chilometri a Nord-Ovest di Milano. E’ tra Saronno e Lainate, a
uguale distanza. Siede in pianura; solo una piccola parte è posta su una costa.
La Storia di Origgio si perde
nell’oscurità dei tempi. Il principio di questo paese rimonta all’epoca
romana. Si sviluppò nei secoli ottavo e nono.
Attualmente
Origgio conta 4500 abitanti.

Il nome
antico era Oleoductus. Ciò fa credere, come vi erano delle vigne, che, o
vi fossero antichi oliveti, o almeno che vi fosse un importante torchio di olio.
Il
documento più notevole che ricorda Origgio risale all’anno 835 dopo Cristo;
ed è un atto di donazione da parte dell’Arcivescovo di Milano Angelberto II
al Monastero di S. Ambrogio, nel quale tra le terre donate, con Civenna e
Limonta, ricorda anche Oleoductus, ossia Origgio.
Nell’anno
892 Anselmo II Arcivescovo di Milano conferma al Monastero Ambrosiano i suoi
beni nelle terre: Oleoductus, Campillionem et coetera loca… in modo che
a nessuno fosse lecito fare esazioni, pretendere vitto, angariare i contadini,
senza licenza del Padre Abate.
I monaci vi si stabilirono quasi
subito ad Origgio, ma non vi rimasero a lungo. Infatti da un documento risulta,
che nel 1028 tale Monastero di Origgio veniva soppresso. Tuttavia rimane la
memoria.
Anche oggigiorno esiste il
caseggiato chiamato “Badia”.
Nello stesso anno 1028, un
documento dice che ad Origgio si era mutata la “Cella” in una Chiesa.
Rimanevano però ancora le decime che si dovevano dare all’Abate di S.
Ambrogio. Questo documento venne confermato dal Papa Pasquale II con rescritto
diretto all’Abate Don Giovanni, nel quale si legge: “ de Oleoducto cum
Ecclesiis, cum dicimis et primitiis”.