La mia vita narrata

 

Nato un bel giorno di autunno nel lontano 1980 Lorenzo è il benvenuto(??) in un nucleo familiare composto da 4 anime, babbo, mamma, maria ed emanuele... anche se per loro ero solamente una rogne in più. Meno giochi, meno attenzioni, più problemi.... oltre a quelli scolastici!

Già dal primo anno di età manifesta uno spiccato senso per l'autorità, anche se l'età non era dalla sua, tant'è vero che la candelina gliela soffiano.... e lui si arrabbia. Ma che cosa ci potete fare, quando si è piccoli si è piccoli.

Sballottato tra tutti i parenti ed apprezzato da tutti Lorenzo ha vita dura. Ma nulla vien per nuocere!

I primi sintomi di debolezza si hanno al mare, ad Arma di Taggia dove ad un grazioso pallone propone come alternativa un caterpillar. Un simbolo di potenza e distruzione, più che altro all'animo degli altri.

Non pago di questo si propone come tuttologo, anche se Caccamo lo fregerà per questione di fama. Ma Lorenzo non demorde, tampina tutti fa domande come quelle di Marzullo o magari troppo personali, così papà e mamma si vedono presto costretti ad una ferrea lezione di educazione.... e vi assicuro che il risultato è molto deludente!

Tuttavia dopo vacanze trascorse al mare fa qualche apparizione qua e la sulle alpi, sfoggiando magliette numerate, anche se i colori non sono tra i migliori.

Nel pieno della crescita, quando inizia a destreggiarsi tra lettere, numeri, e frasi, Lorenzo apprende della formazione della comunità economica europea. Così quindici anni prima dell'avvento dell'euro già cercava di abituarsi alle bandierine, anche se non sapeva bene ancora come usarle.

La vita continua tra alti e bassi, più che altro in bilico su un pendio, pronto a nuotare nel mare della vita, ehm ehm, torrente della vita. Ma ancora non sapeva cosa lo aspettasse.

Tuttavia la cosa non gli usciva tanto bene, così ogni tanto saltando cadeva e picchiava o il mento o la gamba, lasciando segni indelebili di una gioventù spericolata, ancora visibili sul corpo!

Nonostante tutto il mare rimane ancora nel suo cuore e dopo studi su studi, viene a conoscenza dei posti più IN europei, ma non riesce a farci confidenza. Come mostra la foto a Saint Tropez sfoggia vestiti non adatti ad una piazza così elitaria. Ma questo sembra non preoccuparlo, tanto da poter indossare colori detti pugno nell'occhio come disaccostanza e bellezza. Ed il suo punto forte è proprio questo, non preoccuparsi degli altri!

Passano gli anni e i mesi ma il ricordo della montagna, e la nostalgia per valli e ghiacciai è così forte che non lo fermerà neanche il brutto tempo. Il Bernina è alle porte, il problema è che 15 anni sono pochi per uno scalatore. Così si accontenta del ghiacciaio e di un piccolo escursus sulle nevi.

Tutto ciò che non vi posso raccontare è ciò che mi ha portato a essere quello che sono. In questa storia c'è un buco di ben 9 anni, tra l'ultima foto e quello che mostra questo sito.

Sta a me scegliere il modo, il momento in cui "aprire gli occhi" sul passato!