Heisenberg e il principio di indeterminazione

Un altro fisico tedesco, Heisenberg, pubblicava un lavoro che, pur essendo totalmente diverso da quello di Schrodinger, giungeva agli stessi risultati. Heisenberg immaginava l’atomo composto da un numero infinito di oscillatori virtuali, ognuno dei quali è individuato dallo spostamento della posizione di equilibrio p e dalla quantità di moto q. Sostituendo p e q nelle equazioni della meccanica classica il fisico otteneva frequenze ed ampiezze caratterizzate da una matrice infinita.

Heisenberg cercò di capire il fallimento della fisica classica nel campo relativistico cercando di attribuire un significato fisico alle misteriose onde di De Broglie; attraverso un esperimento ideale eliminò la nozione di traiettoria nel campo atomico descrivendo il moto delle particelle con l’aiuto delle funzioni y: esse non hanno una massa come le onde elettromagnetiche ma determinano la probabilità che la particella si trovi in una certa posizione o si muova con una certa velocità.