Fermi

Enrico Fermi elaborò una teoria matematica sulla trasformazione delle particelle dovuta alla emissione di neutrini. In seguito allo spostamento di un elettrone ad un livello di energia più basso, veniva liberata energia sottoforma di onda elettromagnetica: nella sua teoria, Fermi suggerì che un neutrone nel nucleo si trasformava in un protone ed invece di un quanto di luce venivano liberati un elettrone e un neutrino. La probabilità di decadimento b è talmente bassa che l’emissione della coppia elettrone-neutrino avviene dopo moltissimo tempo: perciò queste trasformazioni sono dette interazioni deboli.

Analoghe al decadimento b sono:

q       La “cattura K” cioè l’assorbimento dell’elettrone da parte di un nucleo instabile e l’emissione di un neutrino;

q       La “reazione H-H” cioè lo scontro di due protoni creando il nucleo del deuterio dopo la trasformazione di un protone in neutrone con l’emissione di un positrone e di un neutrino.

Grazie all’interazione debole Reines e Cowan osservarono l’emissione dei neutrini. Fermi guidò anche la prima reazione a catena dell’uranio insieme a Bohr e calcolò la vita del neutrone di 14 minuti attraverso l’uso della bottiglia di Fermi: essa venne posta in una pila atomica e in base alla quantità di idrogeno che si accumulava in un dato tempo, potè essere calcolata la vita del neutrone.