Cercare lavoro

Uh uh uh uh aha: illusion

Ultimo anno di liceo. E maggio. La maturità, e la matura età, sono alle porte. C'è l'esame e dopo... la vita. Per pre­pararsi alla maturità basta studiare. Ma come prepararsi alla vita? Niente di meglio che una bella sessione di «Incontri preparatori alle grandi scelte della vita. Come capire qual è la facoltà giusta». Oggi è la volta di ingegneria. Dalla cattedra si alza e parla un top manager molto convinto; in platea siedono e pensano ragazzi molto scettici e poco interessati.

Top Manager Convinto: «Buongiorno ragazzi. Vi vedo bene».

Ragazzo Scettico: (bravo, hai scelto gli occhiali giusti).

«Siete giovani ed è giusto che adesso siate spensie­rati ... ».

(Veramente io me la sto facendo addosso al pensiero della maturità).

« ma dovete anche pensare al futuro».

(Ci penso eccome: speriamo che non mi chiedanoDante).

«E il futuro nel vostro caso si chiama studio».

(Però! 3 anni di asilo, 5 di elementari, 3 di medie, 5 ‑ incrociando le dita ‑ di liceo e il mio futuro     «si chiama stu­dio»? Che fantasia!)

«lo sono qui per illustrarvi i pregi della scelta di Ingegneria. E per non essere troppo astratto, vi illustrerò le tappe del mio personale cammino».

(Ecco, bravo, spiegami cosa devo non fare per non diventare come te.)

 

Seguono 40 minuti di «tappe», durante i quali di tutto si parla tranne che di soldi. Ma il Top lascia comunque intuire che si guadagni una barca di denaro e, miracolo, molti scettici cominciano a cambiare idea e a domandarsi:

«Ma sarà facile trovare un lavoro? ».

«Vi starete domandando se è facile trovare un lavoro. Beh, lasciate che vi dica una cosa: è come trovare una donna per una rockstar! Ve lo assicuro, ragazzi: altro che laurea, altro che quinto anno, già al quarto avrete alla porta le migliori aziende italiane che vi imploreranno di andare da loro. Abbiamo fame di ingegneri. Per bruciare i tempi avevo quasi pensato di portare dei contratti già oggi. Per cui ragazzi anzi, Ingegneri, vi prego: fate in fretta. Abbiamo bisogno di Voi».

Quattro anni dopo, il fu studente scettico, ora aspirante top manager convinto, se ne uscirà con frasi del tipo:

«Mamma, oggi mi sono iscritto al quarto anno. Se passa Agnelli, digli che sono occupato, devo studiare, semmai . lo richiamo. Anzi, sai che faccio? Stacco il telefono, così mi lasciano in pace».

Dopo un altro anno abbondante, esaltato dalla laurea appena conseguita e ancora sull'onda dell'illusione «da incontro preparatorio», il neo ingegnere non accenna neppure a cercare lavoro. Se ne sta beatamente seduto ad aspettare che il lavoro cerchi lui.

Dopo un mese di silenzio assoluto ha un'intuizione geniale: non lo cercano perché nessuno ancora sa della sua laurea; la grande mossa pertanto consiste nel telefonare alla Telecom per fare aggiungere un «Ing.» davanti al suo nome nell'elenco.

Dopo un altro mese passato nell'indifferenza generale, comincia a sospettare che il telefono sia rotto; acquista un cellulare e di tanto in tanto si chiama da solo per vedere se il telefono di casa funziona ancora.