Altri curricula

La terza e ultima fase è quella della disillusione totale o «chicojocojo» (dal nome di un famoso lanciatore di coltelli giapponese): l'invio di curriculum a raffica.

E un'escalation: la prima settimana sono 50, poi 100, 200, 400 e così via, al punto che il primo anno di stipendio servirà solo a coprire le spese postali.

Di rimando alle 700 lettere inviate arrivano ben quattro risposte: tre sono variazioni sul tema «La ringraziamo per l'interessamento e, volassero gli elefanti, prenderemmo in conside­razione la sua proposta. Non ci scriva mai più!».

La quarta lettera, miracolosamente, è l'invi­to a un colloquio.

 

Il colloquio

E uno scontro fra titani. il re della domanda subdola contro il principe della risposta ipocrita.

Da una parte si esordisce con «Come mai ha scelto proprio la jenningsen Technology?», dall'altra si pensa: «Perché, fra tutte le lettere mandate completamente a caso, siete gli unici fessi che mi hanno risposto» ma si risponde: «Le dirò, operare nel campo delle brocciatrici è sempre stato il mio grande sogno». 

«Ci dica un suo difetto» «Tendo a essere troppo preciso e mi lascio prendere in maniera eccessiva dal mio lavoro».

«Stiamo cercando una persona dalla spicca­ta personalità ... ».

«Non mi faccio mettere i piedi in testa da  nessuno».

« ... ma che sappia anche lavorare in team e riconoscere l'autorità dei suoi superiori».

«Signorsì! ».

«Le piace viaggiare?».

«Molto e credo che poter viaggiare per lavoro sia un grande privilegio».

«Peccato, perché la sede di lavoro sarà nel­l'hinterland milanese».

«da anni che desidero avere l'occasione per approfondire la conoscenza di Rozzano. A mio modo di vedere, una piccola Parigi».

«Visto il particolare momento, lo stipendio che le potremo offrire per un periodo iniziale, diciamo per i primi dieci anni, non sarà elevatissimo».

«I’importante è avere l'opportunità di fare esperienza in una società come la Vostra».

Questa è la frase magica. Massima flessibilità e minimo costo: l'ingegnere ha trovato lavoro. Fuori uno. Per il nostro premier, che sia Berlusconi o D'Alema, si tratta ora di assegnarne soltanto altri 999.999.