Ma Lutero era antisemita?

Dopo quattro secoli di scomuniche, il 31 ottobre scorso, cattolici e luterani hanno firmato la pace. L’ hanno fatto ad Augsburg, in Baviera, un evento che passerà alla storia come la “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione”. C’è un punto, però, sul quale la punzecchiatura reciproca è dura a morire ( le punzecchiature fra culture religiose- si sa- sanno essere micidiali e dirompenti ); è il gorgo nero dell’antisemitismo. Da tempo lo studioso del cristianesimo Attilio Agnolotto pubblicizza gli scritti antiebraici del Grande Riformatore, e a mo’ di tormentone insiste: luterani, dov’è il mea culpa? Gli accusati- se no tutti, molti- sono offesi, dispiaciuti, furibondi, ma in Italia rappresentano un’entità troppo esigua per alzare la voce. Eppure…

 

A Roma, c’è un luogo dove su questo spinoso tema si studia, si pubblica, si discute. Via Pietro Cossa 42, una bella palazzina liberty del ’22 a pochi passi dal Tevere: è la facoltà valdese di Teologia, forma i pastori metodisti, battisti, valdesi, insomma protestanti ( in Italia i “protestanti storici” sono circa 50 mila). E qui Daniele Garrone, 45enne dalla cadenza piemontese, faccia simpatica e mezzo toscano fra le labbra, insegna Antico Testamento. Da piccolo ha frequentato la scuola ebraica di Torino ( sovente è capitato e capita a quelli della sua fede), dall’asilo alla terza media, vivendo da vicino le cose ebraiche, comprese le preghiere quotidiane (“In terza, su 13 alunni, 6 erano protestanti e 7 ebrei”). Poi? ” Con alcuni rabbini conosciuti allora, insegnanti o compagni, siamo buoni amici”. Curiosa vicinanza…. “Esistono svariate ragioni per spiegare qualcosa ch’è ben più di una simpatia. C’è il comune destino di minoranze perseguitate, c’è l’aver abitato il Piemonte in condizioni simili ( prima l’Eresia andava estirpata e l’ebraismo vessato ma mantenuto nel cuore della città cristiana, quindi, dalla fine del XVII secolo, anche la condizione giuridica e sociale dei valdesi fu il ghetto ). Inoltre, vivendo in quelle valli, con la lingua occitana e francese, l’ endogamia, la segregazione rispetto all’ambiente ma forti rapporti internazionali… siamo diventati un “popolo”, proprio come gli ebrei.. ci siamo un po’ sentiti l’Israele delle Alpi”.

E il resto del mondo? “Nell’800, dall’estero e in particolare dall’Inghilterra, si veicolò pure fra noi una teologia simpatetica con l’ebraismo: detto in soldini, le profezie dell’ Antico Testamento che riguardano la rinascita di Israele, per la corrente di matrice riformata, non sono ne completamente adempiute in Cristo né cadute, per cui l’attesa che le 10 tribù disperse e Giuda nella diaspora un giorno si raccolgano fa parte anche dell’escatologia dell’evangelismo che molto si diffuse nella nostra comunità. Altro collante, la Resistenza: parecchi valdesi ed ebrei si rifugiarono nelle nostre valli, e ci fu Giustizia e Libertà che aveva il suo campo d’ azione principalmente là, e com’è noto era ricca di cultura ebraica.”

E l’antigiudaismo di Martin Lutero? “Stiamo curando, sotto la guida del professore Paolo Ricca, un’ampia selezione delle opere di Lutero. All’interno di questo lavoro non si poteva non rappresentare l’aspetto maggiormente criticato del pensiero luterano: Gesù Cristo nato ebreo, uno scritto della sua prima fase e quello, terribile, che è Gli ebrei e le loro menzogne del 1543. Di quelle traduzioni mi occupo io”. Dunque è a persona più adatta a risponderci: Lutero era antisemita? “Certamente in lui c’è dell’antigiudaismo, però come c’è nell’intera teologia cristiana classica. Non lo dico per relativizzare o giustificare, bensì per far vedere quanto il problema sia più grande di come a noi a volte piacerebbe. Non si possono isolare poche escrescenze tremende: dai primi secoli del cristianesimo fino al nostro l’idea che la Chiesa ha soppiantato Israele; che – come si dice già nel II secolo – tra “noi” e “loro” il popolo di Dio siamo noi cristiani; che l’Antico Testamento conduce univocamente a Cristo e l’esegesi ebraica di non riconoscerlo è una lettura in malafede…E’ l’ideologia del cristianesimo intero”.

Anche di Lutero..”Certo. La difficoltà sta nel non proiettare indietro ciò che è la nostra visione odierna di pluralismo, di ecumenismo”. Allora? “C’è una parabola del pensiero luterano. All’inizio pensava che se gli ebrei non erano divenuti cristiani era in parte colpa del modo in cui la Chiesa li aveva trattati. Dopo, invece, chiede alle autorità civili d’incendiare le sinagoghe, distruggere le loro case, sequestrare i libri di preghiera e i Talmud, arrivando fino alla richiesta di cacciarli..Pagine che sembrano il programma della “Notte dei cristalli”. Tuttavia, a Roma, quel che Lutero teorizzava il Papa metteva in atto…”Esatto, nel 1555 fu istituito il ghetto e nel 1569 gli ebrei furono espulsi dallo Stato pontificio a eccezione di Roma ed Ancona”. Da dove nasce lì odio di Lutero? “C’è chi parla di delusione perché il popolo d’Abramo non si era convertito, chi ricorda le sue preoccupazioni per alcuni movimenti sabbatisti, cioè giudaizzanti, che fiorivano allora in Pomerania. Io propendo per la spiegazione che le dice: in fondo in Lutero c’è una continuità, l’Antico Testamento conduce a Cristo e gli ebrei non l’ hanno riconosciuto, questa è la loro colpa. Sa, lui viveva una fortissima tensione escatologica apocalittica, era convinto che all’interno della cristianità si stesse preparando la battaglia decisiva nella guerra per Cristo contro le forze a lui ostili. Non a caso in alcuni passi mette insieme i turchi, gli ebrei e il Papa come Anticristo”.

Si è parlato perfino di Lutero come ispiratore del nazismo..”Un anacronismo. E’ vero che alcuni scritti furono usati dal regime hitleriano, anche perché in Germania il richiamo a Lutero aveva un suo peso. Comunque, un conto sono i nazisti che si richiamano a Lutero, ben peggio sono certe dirigenze ecclesiastiche tedesche che nel ’41 affermavano cose del tipo “l’autorità nazionalsocialista ha dimostrato in modo inconfutabile.. che questa guerra è stata ordinata dagli ebrei..Come già il dottor Martin Lutero aveva espresso l’esigenza di prendere i più duri provvedimenti contro gli ebrei e di espellerli dalla terra tedesca””. Da protestante, come si sente? “Continuo a ritenere Lutero fondamentale per l’acutezza dei commenti biblici, per la sua riscoperta della grazia incondizionata di dio. Soffro e inorridisco per le parole di quei pastori”. Vi accusano di non aver recitato il mea culpa neppure dopo… “Il fare i conti con il passato, da parte nostra, è molto meno visibile che da parte cattolica…”. Si spieghi meglio. “Noi non usiamo la formula della richiesta di perdono, che può intercorrere solo fra le vittime e i loro aggressori. E non abbiamo la visibilità che la struttura gerarchica piramidale assicura ai pronunciamenti di Roma, ma la confessione di peccato di un sinodo evangelico ha la medesima valenza: è la parola più alta che una chiesa possa dire”. Tutto qui? “Potrei farle lunghi elenchi di documenti sinodali in cui si sconfessa l’antigiudaismo e si confessa il proprio peccato…Per esempio la Renania nel 1980 dice: noi dichiariamo, colpiti, la corresponsabilità e la colpa della cristianità con l’Olocausto…Peccato che nessuno lo sappia. Dalla fine della guerra sono decine i documenti di questo tenore”. 1980: non è un po’ tardi? “Weiessensee, 27 aprile ’50, sinodo della chiesa evangelica tedesca: “…Noi ci dichiariamo colpevoli, per le nostre omissioni e i nostri silenzi, dei crimini che sono stati commessi contro gli ebrei da parte di membri del nostro popolo..Noi preghiamo i cristiani di sconfessare l’antisemitismo e di resistergli energicamente ovunque si manifesti e di andare in spirito fraterno incontro agli ebrei e ai cristiani di origine ebraica…noi preghiamo le comunità cristiane di prendersi cura dei cimiteri ebraici nella misura in cui non possono essere curati dagli stessi ebrei…”.

Le accuse del professor Agnolotto? “il mondo cattolico ha una sua discussione in corso, guardi le posizioni del cardinal Biffi e quelle del Papa.. Fa sorridere che io sia qui a tifare per Giovanni Paolo II, no? Agnolotto parla di un tema studiato da decenni e affrontato anche dalle chiese protestanti con il patos di uno che va nell’Urss del ’52, vede ciò che succede nello stalinismo e dice “compagni, non posso più tacere”. Insomma, è un po’ patetico”. Il domani? “E’ comprensione della Storia. Nel 2000 saranno cinquant’anni dalla dichiarazione di Weissensee. Un’occasione per ribadire la rottura con l’antigiudaismo, valutare il cammino fatto in questi decenni, e soprattutto per continuarlo senza esitazioni”