L'esperimento mentale EPR

Dal 1983 Scully, sostiene che dovrebbe essere possibile ricavare informazioni sullo stato di un fenomeno quantistico, distruggendo in tal modo le sue proprietà ondulatorie, per poi ripristinarle cancellando le informazioni. Diversi gruppi di ricercatori sostengono di averla dimostrata.

Tuttavia questa non regge il confronto con la "non località". Questa bizzarra proprietà quantistica fu proposta già nel 1935 da Einstein, Podolski e Rosen in forma di paradosso, grazie ad un esperimento ideale con cui intendevano dimostrare che la meccanica quantistica conteneva difetti irrimediabili.

Che cosa succederebbe se una particella formata da due protoni si distruggesse spedendo i protoni in direzioni opposte?

Secondo la meccanica quantistica, finché i due protoni non vengono osservati, le loro proprietà restano indefinite, in una sovrapposizione di tutti gli stati possibili: ciascun protone si sposta in tutte le direzioni possibili.

Vista la loro origine comune, le proprietà dei due protoni sono strettamente correlate fra di loro. Per esempio, il principio di conservazione della quantità di moto ci dice che se un protone si dirige verso nord, l'altro dev'essere diretto verso sud.

Quindi misurando la quantità di moto di uno dei due protoni, quella dell'altro viene determinata all'istante, anche se è già giunto dall'altro capo dell'universo.

Einstein sosteneva che questa azione a distanza era incompatibile con qualsiasi modello realistico del mondo: tutte le proprietà di ciascun protone devono già essere fissate all'istante della loro separazione.