L'atomo di Bohr

Successivamente i più strenui sostenitori della meccanica quantistica, come Bohr, diedero una strana concezione della realtà.

L'ipotesi di Bohr non era altro che una nuova versione della quantizzazione usata da Planck e da Einstein.

Egli ipotizzò che nell'atomo fossero consentite soltanto alcune orbite dell'elettrone. Pensò che potessero esistere soltanto quelle orbite per cui l'azione è uguale ad un multiplo intero della costante di Planck h ( il quanto ). In parole povere, le orbite dell'atomo sono quantizzate cioè non vi possono esistere tutte le orbite permesse dalla meccanica newtoniana, ma soltanto alcune, caratterizzate da un numero intero.

Un altro fatto molto importante è che quando un elettrone si trova in un livello superiore, tende a passare spontaneamente ad un livello più basso, emettendo corrispondentemente un'onda elettromagnetica dell'opportuna energia.