Tutti i sinonimi per smascerare chi si finge amico

Tutti noi abbiamo dei nemici, anche se spesso non lo sappiamo. Persone a cui diamo fastidio per il nostro successo, o perché costituiamo un ostacolo alla loro carriera, o semplicemente per invidia. Non ci accorgiamo del loro rancore, perché desideriamo sentirci amati, apprezzati e, perciò, cerchiamo di non vedere i sintomi di malanimo nei nostri riguardi. Però questi sintomi ci sono sempre perché nessuno, neanche il più abile commediante, riesce a tener celate le sue passioni profonde.

Un sintomo di aggressività è il fatto di non fare mai un elogio. Quando un nostro amico riesce in un concorso o riceve un premio noi siamo felici, gli facciamo festa, lo abbracciamo. Se è bravo lo elogiamo davanti a tutti. Se uno che conosciamo, che ci frequenta, che magari dice di essere nostro amico non lo fa mai, assolutamente mai, vuol dire che ha nei nostri riguardi un sotterraneo rancore. Verdi andava alla Scala a vedere le opere di Puccini e le seguiva con lo spartito in mano. Però dalla sua bocca non è mai uscito un elogio. Perché? Perché lo considerava un rivale e non voleva dargli un riconoscimento.

Altri rivelano la loro aggressività facendo sempre qualche battuta ironica, mordace. Altri, semplicemente dimenticando di salutarvi. Una mia collega, quando entra in una stanza dove c’è mia moglie, la ignora e poi, quando se la trova di fronte e non può evitarla, esclama sorpresa “Oh scusa, non ti avevo vista!”.

Anche il modo in cui la persona vi dà la mano è un buon sintomo di aggressività. Vi porge solo la punta delle dita, un fuggevole contatto e via.

Quando uno ha un rancore nei vostri riguardi molto spesso, quando vi incontra, si lamenta e vi rimprovera. “Non hai fatto questo, non hai fatto quello”. Noi cerchiamo di giustificarci, gli concediamo tutto ciò che chiede, prendiamo impegni, cerchiamo di rabbonirlo. Ma non serve a nulla. La volta successiva avrà nuovi rimproveri e mugugni.

Altri manifestano il loro malanimo dandoci cattive notizie o riferendoci, con dovizia di particolari, le peggiori maldicenze che hanno ascoltato su di noi. Noi li stiamo a sentire pensando che lo facciano per il nostro bene, per metterci in guardia dai pericoli. Non è vero. Lo fanno per il piacere di vederci a disagio, arrabbiati o di cattivo umore. Jago era felice nel vedere che Otello si rodeva di gelosia.

Quando non colpisce direttamente voi, chi vi odia trova spesso il modo differire o di fare cattiva figura ad un vostro amico o a qualcuno che amate. Una specie di “Vendetta trasversale” di tipo mafioso. Diffidate di chi parla male dei vostri amici e di chi riferisce pettegolezzi sui vostri cari.

Quando vi odia qualcuno che ha un potere su di voi, vi crea continuamente ostacoli. Non badate alle sue spiegazioni. Si giustificherà citando leggi, regolamenti, diritti, doveri, priorità. Sono tutte scuse. Chi vi vuol bene troverà sempre il modo di aiutarvi. Se invece si oppone, ritarda, ostacola, è perché è pieno di rancore.

Un ultimo sintomo dell’odio è la menzogna. Chi vi odia e non vuol dimostrarlo, è costretto a fingere di esservi amico. Farà dichiarazioni di simpatia, promesse, prenderà impegni solenni. Ma poi non li rispetterà. Quando glielo fate notare troverà mille scuse, fingerà di essere stordito, distratto, smemorato. Invece ricorda tutto benissimo, ha pianificato ogni cosa freddamente.