Frasi curiose, pagina 2

 

La baguette fu inventata durante la campagna di Napoleone in Russia. Le pagnotte rotonde occupavano troppo spazio negli zaini, sottraendo agli indumenti pesanti necessari nel gelo della steppa. Napoleone ordinò quindi che si desse al pane una forma allungata in modo che potesse essere infilato nei pantaloni dei soldati.

 

Abitudine di Ernest Hemingway, quand’era a Parigi, cominciava la giornata con un breakfast a base di baguette appena sfornate, burro, cipolline fresche e due bottiglie di champagne Krug.

 

Elvis Presley organizzava feste per garantirsi un costante rifornimento di ragazze. Le invitate venivano selezionate dai due suoi collaboratori, il dj Gorge Klein e Joe Esposito, amico e stretto collaboratore del “King”. Ogni sera le sue case o le stanze d’albergo dove alloggiava ricevevano centinaia di donne. Abitualmente andava a letto con tre di loro per volta. Sua passione erano i piedi: dovevano essere perfetti, alle “selezioni” alle ragazze era chiesto di presentarsi in sandali.

 

Elton John, dovendo festeggiare i 50 anni (anno 1997), indossò una parrucca di sei chili, stile Impero, in cima alla parrucca un berrettino che dalla ciminiera emetteva vapore. Poiché con quell’ accrocco in testa non entrava nella limousine, prese posto nel furgone che veniva dietro, ma il fumo del battellino accecò l’autista che perse il controllo della macchina, “intanto io urlavo dal dolore per via della parrucca che mi stava incollata alle tempie e mi torturava”.

 

Da piccolo Emanuele Filiberto di Savoia invitava alle feste di compleanno a Ginevra amici italiani, che gli portavano in regalo il pesto, le focacce e “persino zolle di terra”.

 

Wang Qingsong, artista pop-kitsh, cinese: “Il mio Paese sta cambiando a una velocità inimmaginabile, i grattacieli si sono ormai sostituiti alle basse case in mattoni e legno, i McDonald’s hanno preso il posto delle case da tè e delle piccole bancarelle di cibo che un tempo riempivano le vie di Pechino. La gente, oggi, va da McDonald’s a festeggiare il compleanno, ci invita gli amici, vi spende cifre impensabili, se paragonate a quelle di un fast-food in Occidente”.

 

Per non nuocere ai venditori locali di hamburger la McDonald’s ha aperto un fast-food nelle favelas di Rio De Janeiro che serve solo dolci.

 

La Mecca oltre a essere una della mete religiose più visitate (2 milioni di pellegrini l’anno) è anche la più pericolosa: nell’ultimo decennio gli episodi di panico tra i fedeli accalcati in preghiera hanno provocato circa 1.900 morti, nel 1997 un incendio negli accampamenti di pellegrini ha fatto 343 vittime.

 

Gli aerei dell’Iran Air sono dotati di appositi cubicoli per pregare (con tanto di bussola che indica La Mecca per i fedeli musulmani).

 

Gli ebrei possono spedire le loro richieste di sostegno spirituale via fax o posta elettronica direttamente al Muro del Pianto a Gerusalemme (il sito Gerusalemme Virtuale e la società telefonica israeliana garantiscono che il testo stampato verrà infilato, gratis, nelle fenditure del muro).

 

Nell’ospedale psichiatrico di Gerusalemme, Kkfar shaul, vengono ricoverate ogni anno circa 150 persone in preda alla “sindrome di Gerusalemme”: i visitatori, sopraffatti dalla spiritualità dei luoghi, si convincono di possedere doti profetiche o addirittura messianiche. Molti, vestiti di tonache bianche, girovagano per i luoghi sacri, lavandosi e purificandosi in continuazione. Una volta lasciata la città, il disturbo di solito passa.

 

Il peyotl (“carne degli dei” per gli antichi aztechi), cactus dai forti poteri psichedelici che cresce tra il Messico e gli Stati Uniti meridionali, è l’unica droga la cui produzione e consumo sono autorizzati dal Congresso Usa, sia pure in casi limitati. Nel 1964 una sentenza della Corte Suprema della California ha affermato che per gli indiani il peyotl è un simbolo sacramentale, analogo al pane e al vino della liturgia cattolica: ”Abolirne l’uso significa distruggerne il cuore teologico”.

 

Mussolini che di buono aveva solo le “battute”, ma quelle le aveva buone davvero, disse una volta al suo amico francese Fladin (che me lo raccontò dopo la guerra): “Provatevi voi a non governare da padrone un Paese di servitori” (Indro Montanelli).

 

Si dice che Federico di Prussia avesse un esercito soggetto a una rigida disciplina e che il servizio militare ivi svolto fosse un vero inferno. A tale proposito si racconta un aneddoto. Mentre il re Federico passeggiava a cavallo, un soldato gli si parò dinnanzi, mostrandogli in segno di protesta una pagnotta ammuffita, che aveva ricevuto come rancio. Il re la prese, la mangiò sino all’ultima briciola e disse: “Hai ragione, fa schifo, però non è immangiabile”.