Dal Big Bang al DNA

Un tipo che stava facendo un’intervista su qual è la più grande invenzione umana si trovò, nel corso della sua ricerca, nell’America del profondo Sud e interpellò un vecchio gentiluomo locale. L’uomo ci pensò su e poi rispose: “Il thermos”. Naturalmente, l’intervistatore chiese spiegazioni su quella scelta bizzarra. E il vecchio gentiluomo gliele fornì:”Vede, il thermos mantiene fredde le cose fredde e calde quelle calde.Ma come fa a riconoscere le une e le altre?”. Questa è una vecchia storiella ma è successo davvero a John Brockman, celebre agente letterario e scrittore in proprio, autore del libro Le più grandi invenzioni degli ultimi due millenni (edito da Garzanti), di sentirsi indicare la bottiglia thermos come grande invenzione degli ultimi duemila anni dal premio Nobel per la fisica Leon Lederman.

 Ma c’è anche chi ha segnalato a Brockman (che ha condotto la sua ricerca via Internet coinvolgendo scienziati e filosofi, giornalisti e artisti) la chiusura centralizzata delle portiere d’automobile ( e questa è una battuta), oppure il sapone “quello che i medici usano per lavarsi le mani”, definito un’invenzione mirabile anche “ per il suo rapporto costo/benefici (e questa non è una battuta, ma un’indicazione seria).

            Leggere di questi tempi l’inchiesta di Brockman è un esercizio salutare oltre che divertente. Tutti non fanno che parlare di Internet e assicurare che si tratta della più grande rivoluzione avvenuta nel corso della storia. Affermazione che troviamo anche nell’inchiesta di Brockman ma non in maniera massiccia (sono solo 6 i tifosi di internet e dell’informatica in genere su più di cento intervistati). Con Internet è successa una cosa strana. Qualche tempo fa, agli inizi del fenomeno, della rete si interessavano persone molto intelligenti che vi alludevano in maniera assai discreta. Adesso, invece, persone assai meno intelligenti se ne fanno un vanto in modi decisamente esagerati e, spesso, assolutamente fuori luogo. Internet è diventata una monomania (terreno di rivalsa e rivendicazione), che rischia di far passare in secondo piano tutto il resto. L’inchiesta di Brockman in questo senso conforta. Ci sono e ci sono state molte più cose tra cielo e la terra di quante ne contengano la rete (compresa probabilmente la bottiglia di thermos). Le recenti novità relative al Dna, la foto scoop (è davvero il caso di dirlo) del Big Bang, per dire solo due fatti clamorosi, ci dicono che il mondo va avanti in mille direzioni (e mai in una sola ed esclusiva dimensione). E, contemporaneamente, va anche indietro in migliaia di direzioni. L’importante è evitare i fanatismi, i settarismi on line.

E ora torniamo all’inchiesta di Brockman e vediamo alcune delle risposte che più fanno pensare. Vi ricordate di Benito Mussolini? Uno dei suoi slogan diceva: “E’ l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”. Vi sembra pura archeologia? Eppure il filosofo Colin Tudge così risponde, in stile involontariamente duresco, alla domanda sulla più grande invenzione degli ultimi duemila anni (barando un po’ sui tempi): “Lasciate perdere il computer e il telegrafo, la scrittura e la ruota.E’ l’aratro che ha cambiato il mondo”. Il filosofo Tudge ci riporta con i piedi per terra (vero compito della filosofia): che ve ne fate di un telegramma o dell’e-mail se non avete niente da mangiare?

Continuiamo a seguire la pista filosofica. Un collega di Tudge, Daniel Dennet, propone invece la pila elettrica: “La prima e più importante fonte portatile di energia in questi ultimi miliardi di anni”. Dennet fa un ragionamento politico e non solo scientifico. Grazie alla pila abbiamo le radio a transistor e i telefoni cellulari che “si stanno dimostrando la più potente arma mai inventata contro il totalitarismo, distruggendo qualsiasi speranza di esercitare un controllo centralizzato dell’informazione”.

 Vi piace la pista filosofica? Credete (malgrado le disavventure elettorali di Cacciari) nel primato della filosofia? Vi attende una brutta sorpresa Il biologo Jeremy Cherfas, sempre interpellato a proposito dell’invenzione più importante per noi, si scaglia conto il filosofo Dennet e le sue pile. La pila è un disastro, sostiene Cherfas: ”Per fabbricare una pila zinco-alcalina ci vuole sei volte più energia di quanta la pila ne possa immagazzinare”. Il biologo ce l’ha contro la mentalità usa-e-getta che affligge la civiltà moderna. Questa volta è la biologia e non più la filosofia a riportarci con i piedi sulla terra

Questa volta è la biologia e non più la filosofia a riportarci con i piedi sulla terra (almeno fin quando la Terra resisterà a questo ritmo di inquinamento). Per Cherfas la più grande invenzione di sempre non c’è e sarebbe qualcosa capace di liberarci dai rifiuti senza lasciare scorie nocive. Ci vorrebbe un cestino tipo quello dei computer.

Lasciamo biologi e filosofi alle loro discussioni e vediamo che cosa hanno da proporci gli artisti. Tra le persone interpellate da Brockman c’è la flautista Viviana Guzman. La sua risposta è breve e adirata. La più grande invenzione? “Com’è che nessuno ha ancora menzionato la televisione? E’ troppo ovvia? Penso sia lo strumento più potente e con le maggiori possibilità di manipolazione del prossimo mai inventato. E’ oggi la più importante fonte di informazione e modella in profondità i comportamenti della gente”. La chiusa finale della filippica della flautista fa venire i brividi: “Da quando la televisione è tra noi il crimine è aumentato… e la presenza ai concerti è zero”. Non deve avere molta audience la signora Guzman (e quindi le sue accuse contro la tv sanno di conflitto di interesse –quasi fatale quando si parla di questo argomento- o,se preferite, di disinteresse); la sua dichiarazione ha comunque il merito di introdurre nell’inchiesta la questione del bene e del male: la distinzione tra invenzioni dannose e invenzioni benefiche. Tra queste ultime la palma va, quasi sicuramente, all’anestesia citata dall’anestesista Stuart Hameroff (ma in questo caso non parlerei di conflitto di interesse), che è poi lo stesso che ricordava tra le grandi invenzioni il sapone. Strada facendo anche le menti più brillanti della nostra epoca, impegnate in questa hit parade dei colpi di genio umani, sembrano concordare con i comandamenti della saggezza popolare più proverbiale: l’importante è la salute e via dicendo. Per cui pur essendo affascinati da chi propone il sistema di numerazione indo-arabo (l’invenzione dello zero soprattutto), l’ateismo, il calcolo infinitesimale, la tavola termoionica, la stampa a caratteri mobili ecc. Alla fine, quello che ci convince di più è il professore Mihaly Csikszentmihaylyi (il più grande cognome mai inventato), che propone come migliore invenzione degli ultimi duemila anni la tessera dell’assistenza sanitaria nazionale, “che significa che non siamo soli e che il nostro benessere è un problema che unisce la comunità”. 

Antonio D’Orrico

 

(Tratto da Sette settimanale del Corriere della Serra)