L'interpretazione di Copenaghen

Questa interpretazione attribuisce la "stravaganza" della teoria quantistica alla situazione paradossale di dover esprimere in termini di grandezze fisiche classiche il comportamento di una realtà che non si comporta in conformità alle leggi della fisica classica.

Copenaghen  disse: "si compie un'osservazione ( una misura ) del sistema. Da ciò si ricava una funzione d'onda ( ovvero uno stato ) che descrive il sistema, e la cui evoluzione temporale lo descriverà esattamente anche negli istanti successive".

La funzione d'onda però non dà un'informazione diretta e precisa sulle grandezze fisiche del sistema, ma soltanto una probabilità di rivelare le stesse.

Per conoscere esattamente questa grandezza fisica, occorre compiere una nuova misura, che dà ogni volta valori diversi tra quelli possibili nello stato deterministico dell'evoluzione del sistema. Compiendo un gran numero di misure, la distribuzione dei valori si conformerà alla funzione di probabilità descritta dalla funzione d'onda; ma nulla si può dire sulla singola misura.

Copenaghen sostiene che le proprietà del sistema sono definite soltanto nel momento in cui viene effettivamente compiuta la misura. La funzione d'onda rappresenta soltanto una funzione di probabilità del sistema a cui non viene dato un significato oggettivo.

Praticamente si sa solo ciò che si osserva.